Due appuntamenti una risposta per l’impresa

Primo appuntamento: molte domande, una sola risposta per l’impresa

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Un giovane uomo, entra in studio velocemente, mi saluta velocemente, parla velocemente e mi pone tante domande, molto velocemente.

Io non lo conosco, è la prima volta che lo vedo, non so nulla della sua attività.

Io che ho già difficoltà ad ascoltarlo, a interpretarlo, dovrei dargli subito delle risposte!

Tento di rallentare la sua esondazione in un mare magnum di parole, funestato di innumerevoli parentesi aperte e mai chiuse.

Ma ogni mio tentativo è vano. Vengo interrotta spesso, troppo.

Ho intuito che ha un pubblico esercizio, che lavora tanto e non è soddisfatto dei risultati, che ha già cambiato varie volte arredi e impostazione del locale e che lo vorrebbe fare nuovamente.

Gli serve una relazione per la banca, assistenza e subito.

Il suo commercialista che fa?

Lo definisce poco capace, allo stesso modo l’impiegata, e allo stesso modo tante altre persone.

Riesco a fargli una domanda: “Ma lei vuole bene ai suoi clienti?”

Mi risponde così: “Ecco, veramente NO. Io non li sopporto!” 

Gliene faccio un’altra: “E dopo che avrà cambiato ancora una volta immagine al locale, pensa che vorrà bene ai suoi clienti?”

Lui rimane zitto (finalmente). Forse ha capito.

“Un uomo che non sa sorridere non dovrebbe mai aprire un negozio.” Proverbio cinese

 

Secondo appuntamento: non c’è bisogno della domanda 

risposta per l'impresa

 

Una famiglia: mamma, papà e due figlie.

Entrano in silenzio, mi ringraziano per averli ricevuti così presto.

Il papà lavora, tanto, fa il dipendente e guida dei mezzi pesanti tutto il giorno.

La mamma ha sempre lavorato, tanto, nelle cucine, un lavoro durissimo.

La figlia più grande ha terminato gli studi, alla scuola alberghiera, studiando tanto.

La figlia più piccola sta studiando, anche lei alla scuola alberghiera, vuole imparare, tanto, a fare buoni dolci.

Gente di poche parole, ma con tanta voglia di lavorare, mi espongono con chiarezza e semplicità il loro sogno.

Rilevare una trattoria, preparare la pasta fresca “come una volta”, cucinare arrosti e dolci; tutto fatto con le loro mani, e fare pagare ai clienti il giusto.

La mamma ha una luce particolare negli occhi; passione, esperienza, volontà di aiutare concretamente e manualmente le sue due bambine.

Illustro loro che oggi non è facile rilevare un locale lasciato un po’ andare, rimetterlo in sesto e poi farlo funzionare al meglio.

Burocrazia a non finire: Comune, ASL, permessi, lavori da fare, pratiche da presentare.

Hanno bisogno di una mano, prima con la banca, e poi con tutto il resto.

L’hanno trovata.

Sono sicura che vorranno bene ai loro clienti, non c’è alcun bisogno di chiederglielo.

“La vera umiltà non sa di essere umile. Se così fosse, sarebbe orgogliosa della contemplazione di una così bella virtù.” Martin Lutero

 

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Mirna

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