L’ammortamento del mondo delle idee

ammortamento

 

Questo post è dedicato all’ammortamento dei beni immateriali.

Vi anticipo che la materia è piuttosto complessa e vi consiglio di bere un buon caffè, prima di iniziare la lettura 🙂

Bene, direi di partire.

 

Che cosa sono i beni immateriali?

La parola immateriali ci aiuta. Non si toccano, a differenza dei beni materiali come l’autovettura, l’arredamento, i computer.

Però sono beni, questo significa che possono essere individuati e soprattutto separati dall’azienda e venduti, trasferiti, affittati.

In altre parole, sono beni aleatori, e come tali vanno trattati, ma possono donare valore all’azienda. Occorre prudenza e attenta conoscenza.

Per questo motivo ho chiesto all’amico Stefano Vatti, consulente in proprietà industriale, di aiutarmi a spiegarveli meglio.

“Stefano, ci illustri in modo semplice e chiaro che cosa sono i beni immateriali?”  

“Se vogliamo paragonare – con un volo pindarico – i beni immateriali al mondo della materia, sono equiparabili ad un colloide, o ad un vetro: né solidi né liquidi, ma consistenti.

Tipicamente i beni immateriali sono identificabili con l’opera dell’ingegno creata all’interno dell’azienda, purché nuova ed originale, che consenta di fornirle direttamente od indirettamente profitto e rinomanza. Solitamente i beni immateriali rappresentano diritti giuridicamente tutelati, anche se con modalità differenti a seconda del tipo di protezione sia loro concessa. Con beni immateriali si considerano:

– le opere protette da diritto d’autore: libri, manuali, software applicativi, contenuti di siti internet, prodotti di per sé non tutelate da altre forme che comunque sono riconducibili ad un progettista o ad una specifica azienda;

– i marchi: segni distintivi con cui l’azienda vuole far riconoscere sé e/o i propri prodotti (o le varie gamme di prodotti) agli occhi del pubblico di riferimento. Marchi possono essere un nome (Rummo, per dare sostegno ad una solida azienda in grave difficoltà), un’immagine (il cavallo rampante della Ferrari), una combinazione denominativa e figurativa (Starbucks, in questi giorni molto presente in rete anche in Italia, il cui nome è inscritto in un elemento circolare), oppure un elemento tridimensionale (la bottiglia di Coca Cola, che identifica tipicamente il suo contenuto), una successione di suoni (il jingle della INTEL);

 

Rummo_logo

 

– i brevetti e i modelli di utilità: essi sono volti a proteggere soluzioni tecniche che possano essere riprodotte in serie, siano essi manufatti, dispositivi, metodi o processi, o l’uso innovativo di soluzioni di per sé note, che siano dotate di novità e di uno scarto tecnico non banale rispetto a ciò che è disponibile sul mercato;

– i modelli o disegni: oggetti funzionali gradevoli alla vista. Gli esempi abbondano: lampade, vasi, spremiagrumi in metallo;

– i segreti industriali: le attività tecniche che sono solidamente gestite all’interno dell’azienda e mai state divulgate, come ad esempio il processo della Coca Cola, o – più antiche – le ricette dei maestri vetrai di Venezia. Questi sono ben difficilmente descrivibili, e conseguentemente assai difficilmente valutabili.

La scelta del tipo di intangibile ha valore strategico per l’azienda, tanto che questi rientrano a pieno titolo nell’asset aziendale. Con qualche difficoltà, che potremo raccontare in un apposito intervento.”

Ringrazio Stefano e nel salutarci ci ripromettiamo di tornare sull’argomento, magari in modo più dettagliato.

Ed ora riprendo il discorso fiscale.

 

Che cosa è l’ammortamento?

Abbiamo visto nel precedente post sui beni materiali che l’ammortamento è il procedimento tecnico-contabile con il quale il costo dei beni con utilità pluriennale viene ripartito in più esercizi in corrispondenza alla loro durata o vita utile.

In pratica il costo di un bene che produce utilità e perdura per più esercizi non viene dedotto tutto nell’anno di acquisizione ma viene spalmato sui vari periodi.

Vediamo ora quali sono i beni immateriali e qual è la normativa fiscale di riferimento.

 

opera_ingegno

 

I beni immateriali per il fisco

Sono previsti all’articolo 103 del Testo Unico delle Imposte Dirette.

1. Le quote di ammortamento del costo dei diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, dei processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico sono deducibili in misura non superiore al 50 per cento del costo;

Le voci “diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno” e “brevetti industriali” possono comprendere:

. i costi sia di produzione interna sia di acquisizione esterna dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno;

. i costi per l’acquisizione o la produzione di brevetti industriali;

. i costi per l’acquisizione o la produzione di brevetti per modelli di utilità e per modelli e disegni ornamentali;

. i costi per i diritti in licenza d’uso di brevetti;

. i costi relativi all’acquisto a titolo di proprietà del software applicativo;

. i costi relativi all’acquisto a titolo di licenza d’uso del software applicativo sia a tempo determinato che a tempo indeterminato;

. i costi sostenuti per la produzione ad uso interno di un software applicativo tutelato ai sensi della legge sui diritti d’autore;

. i costi di know-how, sia nel caso in cui sono sostenuti per la produzione interna che nel caso di acquisto da terzi, quando è tutelato giuridicamente.

 

diritti_dautore

 

I diritti di autore comprendono:

. le opere dell’ingegno di carattere creativo (che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia);

. altri mezzi multimediali di espressione, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

I brevetti industriali rappresentano il diritto esclusivo, tutelato dalle norme di legge, di sfruttamento di un’invenzione.

I brevetti per i modelli di utilità e per modelli e disegni ornamentali sono le invenzioni atte a conferire a macchine o parti di esse, a strumenti, a utensili e ad oggetti di uso in genere, una particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego.

La quota di ammortamento di questi beni NON può essere superiore al 50% del costo.

 

 … quelle relative al costo dei marchi d’impresa sono deducibili in misura non superiore ad un diciottesimo del costo.

la voce può comprendere:

.  i costi per l’acquisto di marchi;

. i costi per la produzione interna di un marchio

. i costi per i diritti di licenza d’uso dei marchi.

La quota di ammortamento annuale non può essere superiore a 1/18 del costo.

Il marchio (insieme alla ditta e all’insegna) è uno dei segni distintivi dell’azienda (o di un suo prodotto fabbricato e/o commercializzato) e può consistere in qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, tra cui emblemi, parole, suoni e forme del prodotto o della sua confezione. Ho analizzato la differenza tra marchio, logo e brand nel post  Mille e un brand.

 

2. Le quote di ammortamento del costo dei diritti di concessione e degli altri diritti iscritti nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge.

La voce  “diritti di concessione e diritti simili” può comprendere:

. i costi per l’ottenimento di concessioni su beni di proprietà degli enti concedenti (sfruttamento in esclusiva di beni pubblici quali ad esempio il suolo demaniale);

.  i costi per l’ottenimento di concessioni per esercizio di attività proprie degli enti concedenti (gestione regolamentata di alcuni servizi pubblici quali ad esempio autostrade, trasporti, parcheggi, ecc.);

.  i costi per le licenze di commercio al dettaglio;

. i costi di know-how per la tecnologia non brevettata.

Le concessioni sono provvedimenti con i quali la pubblica amministrazione trasferisce ad altri soggetti i propri diritti o poteri, con i relativi oneri ed obblighi.

Le licenze sono autorizzazioni con le quali si consente l’esercizio di attività regolamentate.

La quota di ammortamento annuale è conteggiata in base alla durata di utilizzazione.

Esempio: Costo licenza 6.000 euro, durata 3 anni. L’ammortamento annuo è di 6.000 : 3 = 2.000 euro.

 

3. Le quote di ammortamento del valore di avviamento iscritto nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura non superiore a un diciottesimo del valore stesso.

 

avviamento

 

L’avviamento è una “qualità immateriale” di un’azienda determinata non solo dalla clientela ma anche da:

  • organizzazione interna
  • capacità gestionale dell’imprenditore
  • localizzazione
  • notorietà
  • brand

La quota di ammortamento annuale non può essere superiore a 1/18 del costo.

 

Tabella riepilogativa

 

Ammortamento dei beni immateriali

  • Diritti di utilizzazione delle opere d’ingegno
  • Brevetti industriali
  • Processi
  • Formule
  • Informazioni relative ad esperienze acquisiste in campo industriale, commerciale, scientifico
Quote di ammortamento deducibili in misura non superiore al 50% del costo
      Marchi d’impresa Quote di ammortamento deducibili in misura non superiore ad 1/18 del costo
  • Diritti di concessione
  • Altri diritti iscrivibili nell’attivo del bilancio
Quote di ammortamento deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge
     Avviamento Quote di ammortamento deducibili in misura non superiore ad 1/18 del costo

 

Ho terminato. Se c’è ancora qualcuno sveglio può sfogarsi schiacciando qualche pulsante di condivisione 🙂

Mi farebbe piacere leggere i vostri commenti e dubbi, risponderò a tutti molto volentieri.

Se invece avete la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, seguite questo link.

A presto con la prossima puntata di #easyfisco.

 

Mirna

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4 Comments

  1. stefano vatti
  2. Federico

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