Prelevamenti bancari e accertamento fiscale

accertamento fiscale

 

Il Decreto Collegato alla Finanziaria 2017 ha modificato alcune disposizioni riguardanti l’accertamento fiscale basato sulle movimentazioni bancarie previste nell’articolo 32, comma 2, DPR n. 600/73.

Le modifiche si riferiscono esclusivamente ai prelevamenti bancari.

Riporto uno stralcio della vecchia normativa:

“I dati ed elementi attinenti ai rapporti ed alle operazioni acquisiti e rilevati… sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dagli artt. 38, 39, 40 e 41 se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta o che non hanno rilevanza allo stesso fine; alle stesse condizioni sono altresì posti come ricavi o compensi a base delle stesse rettifiche ed accertamenti, se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili, i prelevamenti o gli importi riscossi nell’ambito dei predetti rapporti od operazioni”.

E uno stralcio della nuova normativa:

I dati ed elementi attinenti ai rapporti ed alle operazioni acquisiti e rilevati… sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dagli artt. 38, 39, 40 e 41 se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta o che non hanno rilevanza allo stesso fine; alle stesse condizioni sono altresì posti come ricavi a base delle stesse non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili, i prelevamenti o gli importi riscossi nell’ambito dei predetti rapporti od operazioni per importi superiori a euro 1.000 giornalieri e, comunque, a euro 5.000 mensili”.

 

Che cosa è cambiato per prelevamenti bancari e accertamento fiscale

. per i professionisti è stata eliminata la presunzione in base alla quale i prelevamenti bancari non risultanti dalle scritture contabili e per i quali non è indicato il beneficiario sono considerati compensi in nero;

. per le imprese la presunzione resta ma solo se i prelevamenti sono superiori a 1.000,00 euro al giorno e comunque a 5.000,00 euro mensili. Prima non c’era alcun limite.

 

Da quando decorrono le nuove disposizioni

Dal 3.12.2016, ma è presumibile che sia applicabile la retroattività.

Ciò significa che le imprese dovranno giustificare i prelevamenti solo se superiori alle nuove soglie e i professionisti non saranno tenuti a farlo, anche se i prelevamenti sono stati effettuati anteriormente al 3.12.2016.

Da tenere ben presente per gli eventuali contenziosi in corso.

 

Per i versamenti bancari resta la presunzione

I versamenti bancari non considerati nella determinazione del reddito (non messi tra i ricavi/compensi) si presumono ricavi/compensi in nero se il contribuente non riesce a dimostrare che le somme sono estranee all’attività esercitata.

Significa che se si versano somme superiori alle fatture o agli scontrini emessi e non si è in grado di dimostrare da dove provengano (per esempio per una ditta individuale potrebbe essere dimostrato un disinvestimento di titoli effettuato dal titolare come persona fisica e poi versato nel conto corrente dell’attività di impresa), tali somme sono considerate ricavi/compensi non dichiarati in grado di fare scattare l’accertamento fiscale.

La presunzione vale sia per le imprese che per i professionisti, e non vi sono limiti al di sotto dei quali non è prevista.

Ti consiglio la lettura di questo post che contiene suggerimenti pratici su come gestire al meglio i prelevamenti e versamenti bancari .

 

Spero di esserti stata di aiuto, se hai un dubbio scrivilo nei commenti, se invece mi vuoi contattare direttamente per una consulenza, segui il link consulenza online o consulenza in studio.

Al prossimo post di #easyfisco.

Mirna

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