Scusate il ritardo

scadenze tasi e imu

 

Novembre e Dicembre sono mesi caldissimi per il pagamento delle tasse.

Mercoledì 30 novembre: secondo acconto irpef, irap, ires, imposta contribuenti minimi, cedolare secca, contributi gestione separata e contributi inps eccedenti il minimale;

Martedì 27 dicembre: acconto Iva.

Ma non è finita, in mezzo c’è venerdì 16 dicembre con le solite scadenze (iva mensili e ritenute acconto) più i saldi Imu e Tasi.

Che dire: una bella abbuffata di tributi!

Ma questo non vuole essere un post di riepilogo delle scadenze, sai che non amo scriverli, anche perché credo ce ne siano in giro in abbondanza.

E poi come dimenticarle, soprattutto quando rappresentano un grosso problema?

In questo post spero invece di riuscire a dare alcuni suggerimenti a chi deve fare delle scelte perché questi soldi non li ha in tutto o in parte.

 

Scusate il ritardo

 

scusate-il-ritardo

 

Primo consiglio

Non vergognarti se sei in difficoltà. Non sei certo l’unico ad esserci in questo difficilissimo momento. Fallo presente a chi ti può dare una mano, evitando di sottovalutare o rimandare i problemi. 

Secondo consiglio

Ricordati sempre che sei un imprenditore, piccolo o grande non ha importanza, il tuo obiettivo principale è di fare andare bene la tua azienda.

Spesso mi viene fatta questa domanda: “Non ho il denaro a sufficienza per pagare tutto; pago i fornitori, che in caso contrario non mi forniscono più la merce o i servizi per mandare avanti l’attività,  o pago le imposte?”

Io non ho alcun dubbio sulla risposta: “Paga i fornitori, magari accordandoti con loro su una piccola dilazione”.

Non fraintendermi, non voglio spingerti all’evasione fiscale, assolutamente, ma mi dici come farai a pagare le imposte in futuro se indebolisci la tua azienda, se avrai il negozio meno assortito, magari proprio nel periodo natalizio, o se abbasserai la qualità dei servizi?

 

vetrina natalizia

 

Quindi non porti il dubbio: manda avanti la tua attività al meglio, rilanciando se possibile e senza mai arretrare su qualità e servizi.

E ora vediamo di capire quali sono gli strumenti a tua disposizione per ridurre o posticipare il pagamento delle imposte.

 

Il ricalcolo dell’acconto

Le imposte e l’iva da versare in acconto vengono sempre conteggiate sulla base dell’anno precedente.

I programmi di calcolo prendono i righi delle dichiarazioni dello scorso anno e applicano la % relativa all’acconto da versare.

Ma se l’utile che emerge dal bilancio provvisorio e relativo all’anno in corso è in calo, è possibile effettuare un ricalcolo delle imposte in base a quanto si presume di dovere corrispondere.

Stessa cosa per l’acconto iva che può essere rideterminato sulla base delle vendite effettive.

Quindi, per prima cosa, se il reddito o il fatturato della tua attività sono in calo, valuta questa opportunità.

 

ricalcolo dell'acconto

 

Il ravvedimento operoso

Che cosa fare invece se la liquidità a tua disposizione è insufficiente per corrispondere tutte le imposte?

Abbiamo detto che devi privilegiare l’attività e pagare le imposte più avanti, se non è possibile farlo adesso.

C’è la convinzione che non pagare le imposte alla scadenza stabilita comporti effetti devastanti.

Non è così.

Esiste l’istituto del ravvedimento operoso, recentemente esteso e potenziato, che prevede la possibilità di regolarizzare in modo spontaneo gli omessi o insufficienti versamenti entro il termine dell’azione accertatrice.

Unica causa ostativa avere già ricevuto un avviso bonario o avviso di accertamento/liquidazione o ogni altro atto avente natura impositiva.

Ma stai tranquillo, se il versamento lo fai per esempio entro 90 giorni sarà molto difficile che tu sia già stato raggiunto da un atto impositivo.

La sanzione per il tardivo versamento delle imposte è pari al  30% moltiplicato per la frazione che vedi nella penultima colonna della tabella:

 

tabella

Inoltre il decreto legislativo n. 158/2015 ha modificato la normativa sulle sanzioni per ritardati od omessi versamenti, prevedendo la riduzione alla metà della sanzione ordinaria per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. In tali casi, quindi, la sanzione passa dal 30% al 15%.

Un’ulteriore riduzione della sanzione è prevista per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni. In tali casi la sanzione del 15% è ulteriormente ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo (1%). Pertanto, in sede di ravvedimento, la sanzione da versare sarà pari allo 0,1% per ciascun giorno di ritardo (1/10 dell’1%).

Faccio un esempio: 10.000 euro scadenti il 30 di novembre, versati il 28 di febbraio (entro i 90 giorni). La sanzione è pari al 15% x 1/9 = 1,67% cioè 167 euro.

In aggiunta alla sanzione corrisponderai anche gli interessi al tasso legale dello 0,5%, sicuramente inferiori a quelli del tuo scoperto di conto corrente.

E se versi entro un anno? Corrisponderai il 3,75% in più. Cioè 375 euro.

Nulla di terribile se confrontato a ciò che può accadere alla tua attività se smetti di mantenerla viva e di promuoverla, vero?

 

Un altro consiglio

Se puoi, NON posticipare i versamenti previdenziali (Inps e similari).

Le ragioni sono due:

. non sono tributi, il ravvedimento non è possibile e quindi la sanzione è elevata;

. sono oneri deducibili, significa che se vengono corrisposti, riducono l’irpef.

 

bilanciamento pagamanti

 

Ricapitolando

Se hai qualche difficoltà finanziaria ricorda che:

. nessun giudizio su di te da parte di nessuno, non sei certo l’unico ad avere problemi in questo periodo;

. puoi valutare il ricalcolo degli acconti qualora il tuo reddito presunto sia più basso di quello dello scorso anno, o le vendite dell’ultimo mese o trimestre siano inferiori a quelle dei medesimi periodi dell’anno precedente;

. puoi rinviare il pagamento delle imposte dirette irpef e irap, dell’irap, iva, imu e tasi, usufruendo dell’istituto del ravvedimento operoso (vedi tabella sopra);

. se ti è possibile, versa almeno la contribuzione INPS, perché non è ravvedibile e rappresenta un onere deducibile, cioè abbatte l’irpef.

 

Non ti dimenticare mai che sei un imprenditore e il tuo primo pensiero deve essere la tua azienda.

 

Ho terminato, spero di esserti stata utile.

Mi farebbe piacere ricevere i tuoi commenti.

Se invece hai la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, segui questo link.

A presto con la prossima puntata di #easyfisco.

Mirna

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2 Comments

  1. Daniele Arisi

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