Alcuni chiarimenti sul documento commerciale

documento commeciale

 

Nella recente circolare della Agenzia delle Entrate n. 3 del 21 febbraio 2020 sono stati forniti alcuni chiarimenti riguardanti il documento commerciale.

Ti ricordo che il documento commerciale ha sostituito scontrini e ricevute fiscali in seguito alla introduzione dell’obbligo dei corrispettivi elettronici a decorrere dal 1.1.2020 (o 1.7.2019 per i soggetti con volume d’affari 2018 superiore a 400.000 euro) e va emesso qualora non sia emessa fattura.

CHE COSA VA INDICATO SUL DOCUMENTO COMMERCIALE

Il contenuto minimo è il seguente:

  1. data e ora di emissione;
  2. numero progressivo;
  3. ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, dell’emittente;
  4. numero di partita IVA dell’emittente;
  5. ubicazione dell’esercizio;
  6. descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; 
  7. ammontare del corrispettivo totale e di quello pagato.

Inoltre:
il codice fiscale/partita IVA dell’acquirente, se ne viene fatta richiesta non oltre il momento di effettuazione dell’operazione, al fine di attribuire al documento validità fiscale.

In merito al punto 6. descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi l’Agenzia delle Entrate ha precisato che “può essere sintetica ma sufficiente a identificare il servizio o il bene. A titolo di esempio, nel caso di ristorazione è sufficiente riportare la descrizione «primo, secondo, dolce» ovvero «pasto completo»”.
Quindi attenzione ai registratori telematici con memorizzate descrizioni troppo generiche.

La gestione del “reso merce” 

Può essere utile ricordare che nei casi di reso merce deve indicare anche:

  • la dicitura “DOCUMENTO COMMERCIALE emesso per RESO MERCE”;
  • le generalità dell’acquirente se presenti nel documento originario;
  • l’ammontare del prezzo rimborsato;
  • dati di riferimento del primo documento emesso in occasione della vendita iniziale;
  • il numero di identificazione attribuito alla pratica di reso, da riportare su ogni documento emesso per certificare il rimborso (è bene verificare le procedure di compilazione/stampa adottabili con il RT in uso).

QUANDO VA EMESSO 

La Circolare 3/E specifica che: “i vari provvedimenti… correlano l’emissione dello stesso all’esecuzione dell’operazione, da non intendersi, tuttavia, come effettuazione della stessa ai fini IVA, ossia, con specifico riferimento alle prestazioni di servizi, al loro pagamento”.

Qualcuno ha capito cosa c’è scritto? Non credo, vedo di scriverlo in modo comprensibile.
Il documento commerciale va emesso:
. al momento del pagamento dell’intero corrispettivo o di un acconto;
. o alla consegna del bene / ultimazione della prestazione se anteriore al pagamento.
Va quindi emesso nel momento in cui si verifica per prima o la consegna del bene/ultimazione della prestazione o il pagamento totale o parziale.

QUALCHE ESEMPIO PRATICO

Cessione di bene non pagato

Occorre:
. emettere il documento commerciale con evidenziato corrispettivo non riscosso;
. al momento del pagamento non è necessario emettere un altro documento commerciale in quanto con la consegna/invio del bene si è già perfezionato il momento impositivo ai fini IVA. Il venditore fare una semplice ricevuta del pagamento, oppure quietanzare sul documento commerciale già emesso.
Resta sempre possibile emettere al posto del documento commerciale una fattura immediata o una fattura differita (e in tal caso il documento commerciale può essere usato come ddt).

Prestazioni di servizi terminate e non pagate

È necessario:
. emettere il documento commerciale con evidenziato corrispettivo non riscosso;
. al momento del pagamento è necessario emettere un nuovo documento commerciale, con il richiamo degli elementi identificativi di quello precedente, in quanto il momento impositivo ai fini IVA si perfeziona con il pagamento.
Resta sempre possibile emettere la fattura immediata entro 12 giorni dal pagamento.

IL DOCUMENTO COMMERCIALE E L’IMPOSTA DI BOLLO

Un utile chiarimento soprattutto per i contribuenti forfettari, il documento non richiede la applicazione dell’imposta di bollo per le operazioni senza IVA.
Quindi il forfettario che certifica le proprie operazioni con emissione di fattura è tenuto alla applicazione e versamento dell’imposta di bollo di 2 euro se l’operazione supera 77,46 euro, se invece emette documenti commerciali non si pone il problema del bollo.

Spero di esserti stata di aiuto se necessiti di consulenza specifica per le tue casistiche chiedila qui