Easy marketing: con il visual merchandising la vetrina è servita

visual_merchandising

 

Siamo giunti alla terza tappa di #easymarketing, il nostro viaggio attraverso i termini meno conosciuti del marketing.

Dopo WOM e PAD, oggi è il turno di Visual merchandising, Layout e Display.

Iniziamo.

 

Che cosa è il visual merchandising

 

visual

 

Il visual merchandising, in italiano “visualizzazione della merce”, è una disciplina finalizzata all’incremento degli incassi dei punti vendita al dettaglio, massimizzando la redditività degli spazi e creando valore per il cliente al fine di fidelizzarlo.

Nasce a seguito dei cambiamenti del cliente che, come ho già scritto più volte, non si avvicina quasi più all’acquisto per necessità, ma per il desiderio di provare una esperienza nuova.

Le aziende, di conseguenza hanno creato degli spazi che rispecchiano i valori e l’immagine della marca (brand) e coinvolgono il cliente attirandolo attraverso la sollecitazione dei cinque sensi.

Non bisogna pensare al visual merchandising come ad azioni di pura creatività. Le competenze necessarie spaziano dal marketing, alla comunicazione, all’economia aziendale, ma anche all’architettura, alla psicologia, al disegno, occorre un particolare gusto, una buona cultura, la passione di volere seguire le tendenze della moda, il desiderio di viaggiare soprattutto verso le più importanti capitali del mondo.

 

I luoghi di applicazione del visual merchandising

Il visual merchandising si occupa a 360° del punto vendita e i luoghi di applicazione sono sia

esterni: la facciata, l’insegna, l’entrata, le vetrine, gli accessi per i disabili, il parcheggio ed il contesto generale in cui è ubicato;

che interni: la pavimentazione, il sistema di illuminazione e climatizzazione, le pareti interne, i camerini, i banchi, l’arredamento, le scale, gli ascensori, i bagni, le divise del personale.

 

pavimentazione_punto_vendita

 

Una attenzione particolare alla cartellonistica (sapete quanto la amo…) relativa alle promozioni che deve essere chiara, trasparente, leggibile ma anche non invasiva in termini di presenza.

 

cartellonistica_promozioni

 

Gli ambiti di applicazione del visual merchandising

Sono due:

. Il layout, che è l’organizzazione razionale dello spazio di vendita.

E a sua volta si divide in layout di attrezzature che riguarda le casse, gli scaffali, i banchi, e le attrezzature relative ai servizi erogati e layout merceologico, riferito allo spazio dei prodotti.

 

layout_attrezzature

 

Le tipologie merceologiche devono essere aggregate con criteri logici per facilitare il cliente, ma anche per incentivarlo a percorrere tutta l’esposizione. La merce deve essere esposta in una successione logica.

Le tipologie di prodotti più attraenti e richiesti vengono solitamente posti alla fine del percorso.

. il display che è l’esposizione dei prodotti.

 

display

 

L’organizzazione e la sistemazione della merce è fondamentale per

  • Attirare il cliente
  • Invogliarlo a fermarsi
  • Informarlo sul prodotto e sui valori del brand
  • Semplificargli il processo d’acquisto

I prodotti possono essere esposti:

. sugli scaffali inseriti in espositori o sistemi murali, appesi a ganci, su barre o sistemi a muro, piegati sugli scaffali o tavoli, esposti in cesti, su dei manichini.

. su vari livelli: suolo, mani, occhi e sopra la testa. I livelli mani e occhi sono ovviamente quelli più favorevoli.

Quindi avrete compreso che il ruolo del visual merchandiser è molto complesso e include tante mansioni diverse, lo possiamo definire un regista che “fa parlare” il prodotto all’interno del punto vendita.

Ma il titolare di un punto vendita tradizionale come fa senza questa figura?

Il “piccolo” deve svolgere da solo questi compiti, facendo ovviamente dei corsi, non smettendo mai di osservare il mondo che lo circonda e soprattutto mettendosi sempre nei panni del cliente.

Provate a entrare nella vostra attività facendo finta di essere un cliente e tenete la stampa di questo post in mano. Percorrete con lo sguardo tutti i luoghi che cito. Sono a posto? Sono tra di loro coordinati e vanno tutti nella stessa direzione?

Inoltre i prodotti sono esposti seguendo una logica? Fate il percorso dentro la vostra attività e fatelo fare anche ad amici dei quali vi fidate. Cercate di comprendere se il cliente è messo in condizioni di aggirarsi al meglio nel vostro punto vendita o se si deve sforzare all’inverosimile.

E osservate i clienti che entrano, ASCOLTATELI sempre, sono i vostri migliori suggeritori.

Ma quindi voi ora siete delusi, pensavate che vi avrei parlato e fatto vedere Belle vetrine e invece … Ora ci arrivo!

Parliamo ora del Vetrinista che è colui che rende Bella la vetrina.

 

Le vetrine e il window dressing

La vetrinistica è un’attività legata agli aspetti estetico, creativo, artistico e non si occupa degli aspetti legati alle vendite.

 

manichino_confetti

 

Il vetrinista progetta e cura la disposizione dei prodotti, dei materiali, studia lo spazio, le luci, i colori.

E’ dimostrato che una vetrina ben fatta può fare aumentare le vendite anche del 50 per cento.

Sono ancora molti i negozi che utilizzano la vetrina come classico spazio espositivo del prodotto.

Ma questo non basta più.

La vetrina è uno strumento di marketing e se di marketing si deve trattare che sia un palcoscenico dove narrare storie meravigliose!

 

manichino_con_le_grucce

 

Sono le storie e le emozioni i veri influenzatori all’acquisto.

Le vetrine di Fiorucci sono dei Cult; dagli anni ’70 ad oggi ci ha narrato tantissime storie che hanno un denominatore comune: la “cura del colore”, Love Therapy.

 

vetrina_Fiorucci

vetrine_negozi

 

E come non citare Kyle Bean, il più geniale uomo del “window dressing”, che mette in scena le più belle fiabe sulle vetrine londinesi.

Non è forse un Genio?

E i negozi tradizionali allora come possono fare?

Prima di tutto ci vuole una predisposizione naturale, poi lo studio, l’osservazione costante dei migliori e magari … se proprio non le possedete voi quelle doti estetiche così speciali …qualche amico portato per il Bello vi può dare una mano.

 

vetrina

 

Ma poi ringraziatela tanto quella mano, non datela per scontata e … tenetevela ben stretta!

E concludo dicendo che se il visual merchandiser e il vetrinista oppure il titolare, sono riusciti a suggestionarci, colpirci, attrarci, catturarci, informarci, suggerirci, stimolarci, influenzarci e … persuaderci … non vedo perché non dovremmo premiarli con uno shopping stratosferico!

A presto con la prossima puntata di #easymarketing e se questa vi è piaciuta condividete, cliccate e retwittate!

 

Se invece avete la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, seguite questo link.

 

 

Mirna

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2 Comments

  1. Roberta

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