Etica o etichetta? Entrambe, grazie.

Etica o etichetta

 

Etica o etichetta

Sono due argomenti ben distinti, anche se stanno molto bene insieme.

L’etica fa parte del ramo della filosofia che si occupa di ciò che è buono, giusto o moralmente corretto.

Nei post relativi al marketing etico ne abbiamo parlato a lungo.

Vi metto un paio di link:
La scelta etica una strada difficile ;
Etica della responsabilità;
se vi interessa approfondire ne trovate altri nella sezione easymarketing.

L’etichetta o galateo, è un’etica minore. Infatti il termine “etichetta”, etica piccola, anche se questa traduzione non è etimologicamente corretta, rende molto bene l’idea.

L’etichetta non è applicata ai grandi problemi della vita, ma ai problemi minori, quelli del nostro quotidiano.

Di buone maniere ne ho parlato in vari post, per esempio:
La gentilezza e le buone maniere nel mondo del lavoro;
Voglia di Gentilezza.

Sono senza dubbio argomenti molto diversi.

Ma perché dobbiamo sempre fare delle classificazioni tra concetti più o meno elevati, rischiando poi di cadere nella orribile tentazione di classificare le persone di serie A e di serie B?

A me piacciono le persone perbene, a prescindere.

Perbene e perbenisti

Non credo che si possa essere persone perbene, pur seguendo ferrei comportamenti etici, senza essere gentili né sensibili verso gli altri.

E non si è certo persone perbene se si rispettano rigide regole di protocollo, solo a titolo di cortesia formale, magari sfoderate nelle occasioni più convenienti. In tal caso si è solo perbenisti.

Le buone maniere da cortesia a civiltà

Le buone maniere non rappresentano solo convenevoli di facciata, ma comportamenti civili che migliorano la gestione dei nostri istinti e ci portano a una maggiore osservazione e comprensione degli altri.

Con Erasmo da Rotterdam infatti il termine cortesia divenne civiltà.

Nella sua opera del 1530 De civilitate morum (Sulla civiltà dei costumi) è evidente l’intento di civilizzare la società attraverso la diffusione delle buone maniere. 

In questo tempo, di veloci interazioni e rapidi utilizzi di persone e cose, ci sarebbe tanto bisogno di rivalutare comportamenti civili.

Buone maniere e buonismo

Noto che è prassi definire con il termine “buonismo”, nella sua accezione più dispregiativa, anche ciò che è educazione, gentilezza, senso del pudore, rispetto.

Per giustificare spesso comportamenti molto liberi, arroganti, noncuranti dell’altro, detti però bonariamente “veri e sinceri”.

E così si riesce a “fare passare tutto”, anzi, a rendere più moderni e persino più seducenti, atteggiamenti e modi di fare che tengono in scarsa considerazione l’altro, la collettività e il bene comune.

etichetta

Le ciabatte di gomma

E’ nota la mia insistenza sulla cattiva abitudine estiva di indossare ciabatte di gomma nei centri cittadini.

So che posso essere fraintesa e identificata come snob, o superficiale.

Ma io ritengo non sia solo una questione di facciata, anche se comunque la facciata ha la sua rilevanza nel migliorare il nostro vivere.

Credo sia una questione di rispetto.

Come si fa a passare davanti a secoli di storia, monumenti, belle piazze, storici palazzi cittadini, entrare in musei, senza portare alcun rispetto per chi ci ha lasciato tutta questa Bellezza o per chi la conserva?

Per Wittgenstein etica ed estetica erano tutt’uno, un certo modo di vedere le cose, un senso di meraviglia per l’esistenza del mondo.

Meravigliamoci, quindi, ma con grazia e magari senza indossare ciabatte di gomma!

E cerchiamo di essere gentili, la cortesia del cuore, quella vera, che non costa alcuna fatica e produce piacevoli effetti nel nostro quotidiano.

[bctt tweet=”Esiste una cortesia del cuore, ed è imparentata all’amore.” – J. W. Goethe.” username=”mirnapioli”]

E’ importante, quindi, che l’etica non diventi etichetta, ma se ne è accompagnata non guasta.

Abbiate il coraggio di ESSERE persone perbene.

Mirna

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