I requisiti per il forfettario e le opzioni

requisiti per forfettario

Alcune domande che mi vengono rivolte frequentemente riguardano la possibilità di accedere al regime forfettario, in presenza di precedenti opzioni.

In questo post rispondo a due di esse.

Soggetto nel regime dei minimi che si accorge in corso d’anno di superare il limite di 30.000 euro di fatturato e vorrebbe, già in corso di anno, passare al regime forfettario

Prima di tutto quale è la motivazione?

La motivazione sta nel fatto che se un contribuente nel regime dei minimi supera di oltre il 50% la soglia massima di fatturato fissata in 30.000 euro, quindi supera i 45.000 euro, deve rivedere tutto il suo regime già nell’anno del supero.

Quindi tutte le fatture già emesse e consegnate e registrate dai clienti, vanno integrate con l’IVA e, se soggetto, con la ritenuta di acconto, con le conseguenze immaginabili.

Il contribuente forfettario, invece, se supera i 30.000 euro e arriva anche a 90.000 euro per esempio, mantiene il forfettario per l’anno in corso e va nel semplificato l’anno successivo.

Ecco, quindi, che nell’anno in cui ci si accorge di superare di oltre il 50% i 30.000 euro, i contribuenti minimi possono sensatamente pensare di modificare la propria scelta e di accedere al forfettario già nel corso dell’anno.

Ma è sempre possibile?

In questo post 10 risposte sui contribuenti forfettari ho scritto che nel 2016 ciò era possibile. Nel 2016, però, perché il regime forfettario ha subito importanti modifiche. Ed è stato possibile anche nel 2015 quando è sorto il regime forfettario.

Ora invece è possibile solo se sono trascorsi i cinque anni dalla opzione per il regime dei minimi, come conferma anche la Direzione Regionale Entrate Veneto con la risposta a interpello n. 907-10/2017.

Per passare, nel 2018, dal regime dei minimi al forfettario, è necessario sia terminato il quinquennio di durata della opzione prevista dai minimi, oppure sia venuto a mancare uno dei requisiti di permanenza nei minimi. Resta inteso che bisogna possedere tutti i requisiti per il forfettario.

È quindi presumibile che nel 2018 potranno passare dal regime dei minimi al regime forfettario coloro che hanno optato nel 2013 o precedentemente.

In caso di cambio regime in corso d’anno, da minimo a forfettario, è necessario rivedere le diciture sulle fatture emesse e rimandarle ai clienti.

Inoltre, ci potrebbe essere anche un problema legato alle ritenute di acconto effettuate ai fornitori, ma questo penso sia superabile o modificando il codice tributo sulla delega F24, o lasciando che i percettori deducano la ritenuta di acconto, seppur indebitamente subita.

Ovviamente dovrà essere revocata la opzione per il regime dei minimi nel Modello Unico.

Soggetto in contabilità semplificata che ha optato per il triennio di annotazioni IVA e vorrebbe passare al forfettario

In questo post La nuova contabilità semplificata per cassa ho parlato della possibilità, adottata da quasi tutte le semplificate, di scegliere il metodo contabile delle “annotazioni IVA”. Tale scelta vincola per tre anni.

È quindi importante capire se il vincolo riguarda anche la impossibilità di passare al regime forfettario fino al compimento del triennio.

In risposta la risoluzione 64/E del 14 settembre 2018 ha confermato che NON esiste alcun obbligo per il semplificato che ha optato per il metodo contabile delle annotazioni IVA, di restare per il triennio nel regime di contabilità semplificata se sussistono i requisiti per il forfettario.

Questo perché le opzioni per il metodo contabile vengono considerate minori rispetto a quelle per il regime contabile (come quella del caso precedente).

Quindi, in questo caso, il vincolo triennale perdura fino a quando perdura il regime semplificato.

Da non dimenticare

Ai fini dei regimi contabili ciò che rileva è sempre il comportamento del contribuente (comportamento concludente), che si evince dalla contabilità che tiene e dai modelli che compila.

Le eventuali dimenticanze e omissioni di opzioni sugli appositi modelli sono sanzionabili e ravvedibili come irregolarità formali, ma non causano alcun tipo di perdita dei requisiti per restare nei regimi scelti.

Fermo restando, come sopra visto nel primo caso, il rispetto della durata minima delle opzioni per i regimi contabili.

Spero di essere stata di aiuto a chi ha dubbi sul proprio regime contabile.

 

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