Il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali

CREDITO DI IMPOSTA

 

Il credito d’imposta per imprese e professionisti che acquistano beni strumentali nuovi nel 2020 tra agevolazioni e illusioni

La Finanziaria 2020 ha rivisto la disciplina delle agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali nuovi prevedendo, in luogo dei precedenti maxi/super/ iper ammortamento, usufruibili quali maggiori costi deducibili dal reddito, il riconoscimento di un credito d’imposta da utilizzare in compensazione nel modello F24.
Per tutte le imprese e i professionisti, anche in regime forfettario, che acquistano beni strumentali nuovi spetta un credito d’imposta del 6% del costo (ex super ammortamento).
Al di là dei proclami e spot promozionali, si tratta – come già lo era il super ammortamento – di una misura che sembra una agevolazione consistente, ma che nei fatti si concretizza in un bonus molto modesto, per non dire ridicolo.

FACCIAMO UN ESEMPIO

Per farti agevolmente capire l’entità del credito di imposta ti faccio un esempio.
Ipotizziamo un acquisto nel 2020 di beni strumentali nuovi (tipo attrezzatura, arredamento, impianto specifico) per 10.000 euro + IVA.
Il credito di imposta è il 6% dell’imponibile, ovvero 600 euro.
Ma non si può usare subito in riduzione delle imposte.
Bisogna aspettare il 2021 e ripartirlo in ben 5 rate annuali di pari importo!
Questo significa che il credito di 600 euro verrà recuperato dal 2021 e fino al 2025 per ben 120 euro l’anno.
Ma non è finita, se per caso rivendi il bene entro il secondo anno successivo all’acquisto, vi sono complessi meccanismi da mettere in atto per la restituzione dei ratei di detrazione.

Tutto questo te lo scrivo non per dissuaderti dal fare investimenti in beni strumentali nuovi, ma per ribadire che gli investimenti li devi fare se ne hai bisogno per la tua attività e che i ragionamenti vanno fatti unicamente costi/benefici per ricavi e reddito magari attraverso il controllo di gestione e non in base ad “agevolazioni fiscali” che nei fatti sono praticamente inesistenti.
Anche se il Governo e i rivenditori di beni affermano il contrario, l’uno per sedare il malcontento, gli altri per far quadrare un poco i loro bilanci vista la crisi che c’è.

PASSIAMO AGLI ADEMPIMENTI

Chi vuole usufruire del credito di imposta deve conservare, a pena di revoca dell’agevolazione, la documentazione attestante il sostenimento del costo e la giusta determinazione dell’importo agevolabile.

Le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisto del bene strumentale devono riportare il riferimento alla normativa.
Più precisamente devono contenere una dicitura simile a questa: 
Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d’imposta ex art. 1, commi da 184 a 194, Legge n. 160/2019“.

Quindi massima attenzione se fai acquisti in beni strumentali nuovi e vuoi usufruire del credito d’imposta alla dicitura sulla fattura che non può mancare.

Preciso infine che non sono agevolabili le autovetture.

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni “Impresa 4.0” (ex iper ammortamento)

Di altra portata è invece il credito d’imposta per gli investimenti in beni “Impresa 4.0” (ex iper ammortamento)
Riguarda beni legati a processi industriali e/o automazioni particolari che puoi vedere a questo link http://aicqna.it/2016/11/18/industria-4-0-iperammortamento-lelenco-dei-beni-incentivati/
e per i quali la Finanziaria 2020 ha previsto il riconoscimento di due crediti d’imposta.
Più precisamente:
• per i beni strumentali materiali nuovi il beneficio è differenziato in base al costo sostenuto (40% fino a € 2,5 milioni, 20% da € 2,5 a € 10 milioni);
• per i beni strumentali immateriali nuovi il credito d’imposta è pari al 15% del costo.
Per usufruire di tali agevolazioni è richiesto che i beni siano interconnessi con il sistema aziendale.

Ti lascio un link utile dove puoi vedere le info riguardanti le agevolazioni per le imprese sul sito del MISE.

Se pensi di avere bisogno di una mia consulenza per la tua attività indipendente puoi andare a questo link  I VARI TIPI DI CONSULENZA

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