Il Marketing 3.0

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Dal marketing 1.0 al marketing 3.0 

 

Philip Kotler l’uomo che ha creato il marketing moderno, ha coniato la definizione “marketing 3.0” che approfondirò con questo post. 

L’ho scritto per i “non addetti ai lavori”, per i piccoli imprenditori che forse non conoscono le varie fasi del marketing e spero siano interessati ad approfondire l’argomento.

Nessuna attività può infatti pensare di sopravvivere senza fare marketing.

Ora vediamo brevemente le tre fasi del marketing e come si è arrivati al marketing 3.0:

Marketing 1.0 (prodotto): prima fase dell’era industriale del dopoguerra, dove le imprese dovevano creare prodotti in grado di soddisfare la massa perché c’era bisogno di tanto e di tutto e il marketing doveva semplicemente facilitare l’assorbimento, da parte del mercato, di questi enormi volumi;

Marketing 2.0 (cliente): seconda fase dell’era dell’informazione e di internet, il mercato diventa più complesso e il consumatore più informato ed esigente, il marketing consente all’impresa di comprendere e soddisfare questo consumatore che è il protagonista della crescita del mercato.

Marketing 3.0 (anima): terza fase dell’era della globalizzazione e dei grandi cambiamenti strategici, sociali, economici e ambientali. Il marketing si deve orientare ai valori reali e concreti che consentano il massimo benessere dei consumatori, delle stesse imprese e soprattutto della società nella sua globalità. Il marketing deve avvertire ma anche interpretare le ansie dell’umanità, i desideri di creatività, cultura, rivalutazione delle tradizioni e tutela dell’ambiente.

Quindi ecco perché si dice… dal prodotto, al cliente, all’anima.

Il problema è che molti sono ancora fermi alla fase 1.0 o 2.0. e non si sono accorti che le parole persuasione, conquista e manipolazione, sono ormai superate.

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Il marketing 3.0

Il marketing 3.0 integra alle conoscenze precedenti anche il marketing emozionale ed umanistico, individua le ansie e i desideri dei consumatori e la loro volontà di vivere in un mondo migliore.

Si punta a riconquistare la loro fiducia e a fidelizzarli alla marca ma per farlo si deve mettere in pratica ciò che si predica.

E’ il consumatore il vero proprietario della marca ed a lui va trasferito il potere.

Non va persuaso ma coinvolto in conversazioni.

Non va convinto ma bisogna narragli delle storie vere e che tocchino corde profonde.

Avrete notato che i messaggi pubblicitari sono sempre più incentrati sul narrare una storia con valori e tradizioni.

“Dimmelo e lo dimenticherò, mostramelo e forse lo ricorderò, coinvolgimi e capirò” Proverbio Cinese

Si tratta dello “storytelling”, la creazione di un universo narrativo da parte di una marca che invita i clienti a partecipare a un destino.

Steve Jobs lo ha sempre fatto quando ha presentato i prodotti della Apple.

Guardate questo spot “Designed By Apple” e capirete esattamente il significato di storytelling:

 

I dieci comandamenti del marketing 3.0

1. Ama i tuoi clienti e rispetta i tuoi concorrenti

Il cliente si accorge se gli vuoi bene. La decisione di restare fedeli a una marca è fortemente influenzata dalle emozioni.

Rispetta i concorrenti, perché il mercato si amplia e tu, osservando loro, riesci a mettere meglio a fuoco i tuoi punti di forza e le tue debolezze.

Anche la condivisione di obiettivi e valori con i concorrenti è molto positiva.

 

2. Attento al cambiamento, pronto a cambiare

Devi avere antenne molto sensibili ai cambiamenti del mercato e alle esigenze dei clienti.

Non rilassarti mai su quanto è andato bene in passato.

 

3. Tutela il tuo nome, sii chiaro circa la tua identità

Rendi chiari i tuoi valori e non derogare mai.

La marca e la sua reputazione sono fondamentali.

 

4. I clienti sono diversi: rivolgiti anzitutto a quelli a cui puoi offrire i massimi vantaggi

Lo dico sempre, focalizzati sulla TUA clientela.

 

5. Offri sempre il massimo a un prezzo equo

Non devi mai vendere prodotti scadenti a prezzo elevato.

Ci deve essere congruità tra il prezzo e il prodotto.

Chi inganna i clienti è destinato a perderli tutti.

 

6. Sii sempre disponibile e diffondi la buona novella

Il cliente non deve avere difficoltà a relazionarsi con l’impresa che deve a sua volta contribuire a ridurre le difficoltà di accesso alle tecnologie a chi ne è escluso per localizzazione o per differenze socio-culturali.

 

7. Fatti una clientela, mantienila e accrescila

I clienti andrebbero conosciuti uno a uno in modo da avere il quadro esatto dei loro bisogni, desideri, preferenze e comportamenti. E soprattutto vanno ascoltati.

 

8. Qualunque sia il tuo business, è un servizio

Qualunque attività tu svolga devi servire i clienti con sincerità ed empatia.

Questo anche se offri prodotti perché ogni prodotto reca in sé un servizio.

 

9. Affina costantemente i tuoi processi di business a livello di qualità, costo e risultati

Migliora sempre ed in ogni modo possibile, mai barare sulla qualità, tempi di consegna e prezzo.

 

10. Raccogli tutte le informazioni appropriate ma poi decidi in base al buonsenso

Non smettere mai di studiare e di imparare.

Le decisioni si prendono in base alle conoscenze e alle esperienze del passato.

Ma prima di decidere valuta sempre in base a coscienza e a buonsenso e ricordati dell’impatto sociale oltre che dei numeri.

 

Marketing 3.0 è ora di cambiare

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Concludo con le recentissime affermazioni di Philip Kotler.

“Oggi giorno non basta avere un buon prodotto da proporre sul mercato, serve instaurare un rapporto con i consumatori che sono sempre più preoccupati per la sostenibilità dei prodotti e dei servizi che acquistano. Per decenni abbiamo pensato di avere a disposizione risorse infinite: potevamo tagliare più alberi, pescare più pesce, ecc. Oggi dobbiamo confrontarci con l’overfishing e la scarsità delle risorse”.

 

Le vecchie 4 “P” del marketing (Product, Price, Placement, Promotion) stanno lasciando il posto a 3 nuove “P” (Product, People, Planet).

Il marketing 3.0 punta infatti a conseguire il massimo del bene comune e il pieno soddisfacimento dei bisogni e delle aspettative dei consumatori che è bene definire singole Persone.

Quindi alla domanda “Si può essere una impresa che produce profitti e anche basata sui valori umani ?” .

La risposta è “Si deve!

 

Ho terminato questo post, spero vi possa essere utile nella vostra attività, fatemelo sapere nei commenti, cliccando, condividendo e retwittando.

Mi piace immaginarvi all’ascolto di questa canzone,

 

 

Se invece avete la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, seguite questo link.

A presto, 

 

Mirna

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4 Comments

    • Mirna

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