Il marketing dei sensi – il gusto

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Il marketing dei sensi – nuova era del marketing

 

Questa quinta puntata del marketing dei sensi è dedicata al gusto.

Il gusto è il più sensibile e personale dei nostri sensi.

Nella nostra memoria il gusto è al secondo posto, per le sensazioni che ci rimangono impresse più a lungo, dopo l’olfatto.

Esso ha due importanti funzioni: l’adattamento e la miscelazione e a differenza dell’olfatto il gusto percepisce ma non discrimina una grande quantità di molecole.

[bctt tweet=”L’uomo è ciò che mangia   –   Feuerbach”]

 

Attraverso il gusto distinguiamo gli alimenti buoni da quelli cattivi

Noi percepiamo sostanzialmente cinque qualità gustative differenti legate alle molecole che indico tra parentesi:

. salato (cloruro di sodio)

. dolce (saccarosio)

. acido (acido citrico)

. amaro (caffeina) 

. umami (glutammato monosodico)

I gusti: salato, dolce e umami sono i più graditi dai consumatori.

Tenete presente che il termine “umami” significa in giapponese “delizioso“, è il meno noto. Il gusto si percepisce molto chiaramente nel dado, nel formaggio parmigiano e in altri alimenti contenenti proteine.

L’amaro e l’acido non sono invece molto graditi.

 

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 Gli alimenti cult

Ci sono alcuni alimenti che sono dei cult per quasi tutti noi:

. la Coca Cola,  la bibita più venduta al mondo, ha sempre affascinato per la sua formula e dopo la parola OK è addirittura l’ espressione più conosciuta;

. la Nutella, chi di voi riesce a resistere alla crema spalmabile più golosa del pianeta?

. le patatine di Mc Donald il cui segreto pare sia nell’olio di frittura o meglio ancora negli aromi.

Lo sapete che  il sapore di quasi tutti i cibi che apprezziamo dipende dagli aromi che riproducono e amplificano ogni gusto?

E che senza l’aggiunta degli aromi la maggior parte del cibo in commercio non avrebbe il suo sapore irresistibile e così caratteristico?

 

I sensi, il cibo e la mente

Ma il gusto non è limitato a queste cinque qualità gustative, ma è un mix molto complesso e ricco di dati elaborati dal nostro cervello e dall’unione di tutti i cinque sensi.

Ora vi mostro un video

 

 

Secondo voi quanti sensi stimola questo dolce?

Il gusto … benissimo … e  poi?

La vista e direi anche l’olfatto perché chissà che buon profumo ha…

E per quanto mi riguarda aggiungerei anche il tatto perché se lo avessi  davanti non credo che riuscirei ad attendere quattordici secondi prima di prendere un petalo di cioccolato e di mangiarmelo.

Questo dolce è un grande esempio di stimolo multisensoriale.

Si parla in questo caso di sinestesia.

 

La degustazione edonistica e tecnica

 

Alcuni di noi inghiottono semplicemente il cibo e dopo poco non si ricordano il gusto e nemmeno cosa hanno mangiato.

Per altri invece il cibo è una vera e propria esperienza che coinvolge i cinque sensi.

Il gusto e l’olfatto distinguono i sapori e gli odori, il tatto valuta la consistenza e la temperatura, la vista l’aspetto esteriore.

Infine anche l’udito entra in gioco, pensate a quando spezzate il pane o a quando stappate una bottiglia di vino.

Si parla di due finalità diverse nella degustazione:

. edonistica, è soggettiva ed è legata al puro piacere;

. tecnica valuta vari aspetti e ci permette di raggiungere un grado di conoscenza degli elementi di tipo professionale.

In ogni caso ricordatevi che è fondamentale utilizzare sempre l’olfatto PRIMA di gustare.

 

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Il marketing si gusta

Avrete notato che i pubblicitari fanno molta attenzione al gusto.

Non solo in riferimento a prodotti che si mangiano o che si bevono.

Perché?

Perché a causa dei troppi stimoli visivi e sonori il consumatore è poco attento e quindi si cerca di rafforzare la comunicazione coinvolgendo altri sensi.

Un esempio di questo è la recente campagna “Choco experience event”  organizzata da PINKO in collaborazione con Venchi che vede gli abiti abbinati a una degustazione di cioccolato.

 

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Consigli pratici da mettere in atto

Se la tua attività non è un luogo dove si degustano i cibi o le bevande non pensare di essere esonerato dalla lettura di questi consigli.

Puoi offrire ai tuoi clienti, magari in particolari occasioni, momenti golosi o gustosi.

Ricordati solo che questi eventi si devono sempre allineare con l’immagine complessiva della tua attività altrimenti confondi il consumatore invece di fidelizzarlo.

Se addirittura la tua attività è un ristorante, un locale dove si degusta, ricordati che non devi “dare da mangiare” o “sfamare” ma devi offrire al cliente una vera e propria esperienza che parte ovviamente dall’accoglienza, dal look del personale, dalle attrezzature utilizzate, dalla mise en place, poi prosegue con la qualità e quantità del cibo, con i locali accessori (bagni in primis…) nonché con il servizio, la consegna del conto, il saluto finale.

Non basta pensare solo al cibo, il motivo per cui andiamo al ristorante spesso non è perchè abbiamo fame, ma per vivere una esperienza e per provare delle emozioni.

E a proposito di emozioni direi che è giunta l’ora di mostrarvi  il video dei mitici cocktail del Four Season a Milano preparati da Luca Marcellin, se non è un’esperienza che tocca i cinque sensi questa … guardate …

 

 

Logicamente il livello dell’esperienza che offrite deve essere allineato al tipo di locale che avete: un ristorante elegante, una birreria informale, un bar di passaggio, una gelateria golosa non avranno la stessa impostazione, ma il cliente dovrà essere sublimato per ciò che ha scelto e dovrà percepire un perfetto abbinamento tra tutti gli elementi.

 

Narrare e comunicare il gusto

Food advertising, marketing alimentare, pubblicità nei punti vendita, online, sui social network.

La parola d’ordine è : narrare.

Il cibo e le bevande portano con loro storie e valori di un territorio e andrebbero compresi prima di essere assaggiati.

Sta a voi raccontare la loro favola al consumatore. Una storia fatta di dati e di luoghi ma anche e ancor più passionale e sentimentale.

Perché  il cibo nutre il corpo ma anche la mente.

 

Giuseppe Bellomo e il mio sesto senso 

 

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Il sesto senso è quello che ci fa “sentire” cosa fare.

Quando ho conosciuto Giuseppe Bellomo,  che alterna sulla sua pagina pensieri romantici e ricette,  ho “sentito” in lui ciò che cercavo!

Cinquantenne, nato nella Bari Vecchia, si innamora della cucina, osservando di soppiatto le donne che ammassano la pasta, per poi cucinarla gelosamente. Poi la Scuola Alberghiera Artusi, dove inizia l’ esperienza in arte culinaria.

“… Mi piace elaborare le antiche ricette, e creare piatti con sapori mai visti !…”, cifra del suo fare. Chef ne “ L’Ultimo Peccato “ dove trova spazio anche la cucina “vegana”. Dice ancora “… mai e poi mai rinuncerò a: l’olio extra vergine di oliva, mio conduttore, le erbe aromatiche fresche e i fior eduli, miei compagni di viaggio, e la cura maniacale nella creazione, mia meta agognata“. Farà anche il personal chef, per spettacolizzare la sua arte.

Afferma ancora che “…un piatto non sazia solo il Gusto, ma tutti i cinque sensi insieme. Un mio piatto, è ammantato da tanto, tanto cuore” E si nota!.

Giuseppe dice: “ Io amo il rispetto, la sincerità, l’onestà e più di tutti amo l’amore. Fortuna Audacem Iuvat, sì il caso, aiuta l’audace e abbiamo da imparare dalle persone che lasciamo irrompere nella nostra vita.” E dice ancora “ A volte queste persone ci fanno volare, altre volte ci schiantano, donandoci tutto oppure prendendosi tutto.“

Sì, uno Chef che ha fatto sua quella frase che mi ronza in testa:

Io non ho Mai Lavorato

Io mi sono Sempre Divertito

 

Divertito con amore!

 

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Ho così terminato anche la quinta tappa del marketing dei sensi, spero ve la siate gustata e se volete scrivete nei commenti le vostre osservazioni.

A presto,  perché non abbiamo ancora finito questo bel viaggio …  Mirna

Se avete la necessità di contattarmi direttamente, seguite questo link.

 

Mirna

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6 Comments

  1. Marianna
  2. Paola
    • Mirna

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