Il marketing dei sensi – Il senso etico e l’etica

 

etica

L’impresa non può avere successo se non comprende che il consumatore è cambiato, è più informato, selettivo, attento ed esigente.

In poche parole egli desidera che l’azienda abbia anche dei valori.

Le imprese devono, quindi, andare oltre la produzione di ricchezza per assumere una responsabilità nei confronti del mercato e della collettività.

Questa responsabilità deve indirizzarsi al rispetto dell’ambiente, delle risorse energetiche, alla tutela dei dipendenti e dei consumatori.

Una impostazione orientata all’etica produce vantaggi e fidelizza maggiormente i clienti.

 

I principi dell’etica

 

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Vi sono quattro principi fondamentali: 

. Sicurezza: l’impresa deve garantire la sicurezza e il rispetto della salute del consumatore.

Assistiamo spesso a notizie sconvolgenti relative a cibi tossici, prodotti ritirati dal mercato perché pericolosi.

Le aziende devono prestare la massima attenzione sui materiali, sull’utilizzo delle energie e sullo smaltimento.

.  Trasparenza: è necessario informare il consumatore affinché la sua scelta sia consapevole.

Rischi, modalità di utilizzo, manutenzione.

La pubblicità deve essere veritiera e non creare illusioni.

Un consumatore deluso genererà un passaparola dannosissimo. 

. Libertà: il consumatore non deve essere manipolato e la concorrenza deve essere leale.

La competizione sana infatti produce benefici per tutti, sia i termini di prezzi che di qualità.

. Equità: i consumatori vanno trattati in modo paritario, in particolare nessuna discriminazione verso i bambini, gli anziani, persone bisognose di quel prodotto.

E’ necessario investire a sostegno delle categorie più deboli o delle popolazioni in difficoltà.

 

Gli strumenti dell’impresa etica

Vi sono tre strumenti:

. Il codice etico: è un codice di comportamento basato sui principi dell’azienda che fornisce una definizione chiara delle responsabilità etiche e sociali di tutte le risorse interne (dipendenti) ed  esterne (fornitori) dell’azienda.

E’ un riferimento importante che sostiene la reputazione dell’impresa e la sua credibilità sul mercato. Contiene principi, norme, standard di comportamento, sanzioni e strumenti attuativi.

Non deve essere però inteso come un regolamento, perché in tal caso produce effetti opposti.

E’ invece opportuno che tutta la comunità aziendale, in particolare  i dipendenti di ogni livello, lo condivida e lo senta proprio. 

. Il bilancio sociale: è uno strumento per dimostrare trasparenza.

Non esiste un obbligo di legge, è un atto volontario che rende visibile il comportamento etico dell’azienda. 

Descrive i motivi per cui si sostengono determinate spese ed è quindi strategico perché determina il consenso pubblico.

.  Il bilancio ambientale:  si occupa di una parte dell’attività analizzando parametri ben precisi e le relazioni tra impresa e rispetto dell’ ambiente.

 

Consigli per le piccole attività indipendenti

 

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Ed ecco la frase tipicama io ho un piccolo negozio, un piccolo hotel, sono un artigiano… non mi interessa nulla di ciò che c’è scritto in questo post“.

Sbagliatissimo!

Ognuno nella propria attività indipendente compie delle scelte.

E tu puoi decidere se essere un commerciante, un piccolo imprenditore, un professionista, un artigiano che porta avanti valori e principi oppure no.

Quindi se scegli di applicare dei principi etici, e io te lo consiglio vivamente, perché solo le attività che li applicano sono destinate a sopravvivere, queste sono alcune dritte: 

  1. non vendere schifezze, né somministrale, lo sai bene quali sono visto che sei un esperto nel tuo settore;
  2. non ingannare mai il consumatore;
  3. dai la giusta informazione;
  4. fai pagare un equo prezzo in base a ciò che offri;
  5. non approfittare mai dei consumatori, men che meno di quelli poco informati o più deboli;
  6. smaltisci i rifiuti correttamente;
  7. applica principi di risparmio energetico;
  8. ciò che avanzi non buttarlo ma donalo (cibo, oggetti …);
  9. rispetta i tuoi dipendenti e corrispondi loro un giusto compenso;
  10. se te lo puoi permettere sostieni qualche associazione di volontariato.

 

Vedi quante cose puoi fare nella tua piccola attività?

E credimi ne trarrai solo ed unicamente dei vantaggi. 

 

Quando siamo noi i consumatori – etica ed etichetta

 

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E noi che cosa facciamo in veste di consumatori?

Noi che vogliamo che le imprese siano etiche.

Faccio un distinguo. 

Prodotti alimentari: ultimamente siamo molto interessati all’etichetta, ingredienti e soprattutto controlliamo le calorie.

A volte guardiamo anche dove viene prodotto, da chi, in quale Paese viene lavorato.

Diciamo che siamo abbastanza informati e attenti. 

Prodotti di abbigliamento: qui ho tanto da dire.

Quando si parla di moda ci lasciamo trascinare dalla cultura del fast fashion, dell’usa e getta, del comprare, indossare, buttare e comprare di nuovo.

Spendendo poco ogni volta, per non avere niente ma se facciamo la somma quanto abbiamo speso in tutto?

L’etichetta la tagliamo subito perché ci dà fastidio e se la guardiamo è solo per non sbagliare il lavaggio.

Ma cosa ci importa del lavaggio? A volte il capo nemmeno ci arriva ad essere lavato, spesso dopo un paio di volte finirà sepolto da altre cose simili per qualità e valore e noi ce lo dimenticheremo.

È necessaria invece una consapevolezza di ciò che c’è dietro i vestiti che indossiamo, acquistati a pochi euro.

Dobbiamo chiederci chi li ha realizzati, dove e come, i costi, i salari e le condizioni dei lavoratori.

E così ci abitueremo a comprare meno, a  fare durare i nostri capi, che diventeranno amici dentro gli armadi, capi che ci piacerà ritrovare di stagione in stagione.

E magari daremo anche il giusto valore ai prodotti delle nostre aziende Italiane, che con tanti sacrifici e nel rispetto di tutte le regole, ci offrono la qualità e la tradizione.

 

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Guadatevi questo video pubblicato da addvert, più efficace di tante parole e cercate di ricordarvelo quando farete acquisti.

 

 

E con questa ultima tappa ho terminato il percorso relativo al marketing dei sensi.

Spero lo abbiate apprezzato, fatemelo sapere nei commenti, condividete, cliccate e retwittate.

Per chi si è perso le altre cinque tappe è sufficiente cliccare sui vari sensi:  vista, tatto, udito, olfatto e gusto.

Se  avete la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, seguite questo link.

 

Mirna

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