Il marketing dei sensi – il tatto

 Il marketing dei sensi – Nuova era del marketing

 

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Nella prima puntata ho parlato del marketing dei sensi in generale e della vista in particolare.

Ora proseguiamo questo viaggio attraverso un altro senso: il tatto.

Noi riceviamo durante la giornata moltissimi stimoli visivi e sonori, ma in minor misura quelli tattili.

Eppure il tatto è un senso veramente importante, perché è in grado di fare scattare immediatamente la nostra memoria a fronte di una sensazione nota.   

 

Il secondo senso: il tatto

Ti chiedo di guardare questo video, possibilmente tutto e da uno schermo abbastanza ampio. 

Take your time.

 

 

Avrai notato che è abbastanza simile ad altri che ho pubblicato sulla mia pagina Facebook; mostrano tutti il lavoro di mani sapienti che, con grande maestria, danno vita a ciò che poi vedremo sulle passerelle o nelle più prestigiose riviste.

In questi generi di video vengono esaltate le mani, il “tocco” dell’artigiano, i particolari preziosi e le texture dei materiali.

Perché secondo te? Rifletti…

Quale senso, oltre la vista e l’udito, stimolano? 

Il tatto, giusto!

Il tatto è il senso che determina la conferma dell’acquisto. 

[bctt tweet=”Le mani possono vedere cose che neanche gli occhi riescono a percepire”]

Nel marketing il tatto è fondamentale, perché è il senso che ci fa prendere la decisione finale; dopo avere guardato un prodotto, essere stati attratti dal suo colore, dalle sue forme, dal suo odore, abbiamo sempre la tentazione di toccarlo, prima di decidere. E se toccandolo il materiale delude le nostre aspettative, spesso cambiamo idea. Mentre se il materiale è proprio come ce lo eravamo immaginati o addirittura ancora meglio, allora è fatta, nulla ci può fermare!

Per questo il tatto è il senso che determina la conferma dell’acquisto.

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Le associazioni tattili

Ogni materiale comunica delle associazioni tattili, ecco le più comuni:

legno = caldo, naturale, robusto, affidabile;

metallo = freddo, industriale, moderno, resistente;

carta = leggero, creativo, flessibile;

pietra = duro, pesante, solido, concreto;

terra cotta = caldo, artigianale, artistico;

stoffa = avvolgente, vellutato, importante, colorato.

In generale tutti noi preferiamo:

. i materiali flessibili e soffici, rispetto a quelli rigidi;

. le superfici lisce e vellutate rispetto a quelle ruvide;

. il tepore rispetto al freddo;

. le forme tondeggianti rispetto a quelle spigolose.

La motivazione? Perchè la natura ci ha abituati a queste sensazioni ancora prima di nascere, nel ventre materno.

Usa queste informazioni nella tua attività in modo strategico

Ci sono delle regole abbastanza semplici per evitare di respingere il cliente anzichè attirarlo, per esempio:

– la carta dei libri deve essere sfogliata piacevolmente (avete presente quei libri con carta ruvidissima…brrrr);

– un maglione o ancora di più un capo di abbigliamento intimo deve essere gradevolissimo sulla pelle;

–  il volante di un’auto non deve scivolare o fare sudare le mani.

il_tatto_volante_Ferrari

 

 

I materiali trasmettono sensazioni

Abbiamo visto che i materiali comunicano sensazioni, quindi la tua attenzione deve essere sempre rivolta alla COERENZA tra il materiale utilizzato e il messaggio che vuoi comunicare.

Sul mercato ci sono confezioni stimolanti, stupefacenti, creative!

La ricerca dei materiali e la creatività differenziano veramente i prodotti e danno loro appeal.

E’ di fondamentale importanza anche il packaging che per alcuni è un inutile fronzolo da gettare ma per altri (tra cui la sottoscritta) è un importante attributo del prodotto.

packaging_il_tatto

Pensa alle confezioni semi chiuse, quelle che attirano l’attenzione del consumatore su una parte o su una funzione del prodotto.

Non svolgono un po’ il gioco della seduzione: scoprirsi ma non troppo? Vedo e non vedo?

Perché alla fine lo scopo è sempre quello: sedurre il consumatore 😉

 

Siamo passati da … guardare ma non toccare a … guardare e toccare

Fin da piccoli ci insegnano che il tatto va usato con moderazione ed attenzione.

 [bctt tweet=”Da …guardare ma non toccare a …guardare e toccare”]

Ma avrai notato che le cose nei punti di vendita stanno cambiando anche per quanto riguarda la regola “vietato toccare” .

Basti pensare a Ikea, dove tutto è permesso.

O all’invito alla prova, per esempio per le auto, tecnica molto efficace.

Quando vado a Parigi faccio sempre tappa da Sabon: è una marca israeliana di prodotti per il corpo fantastici. Al centro del negozio c’è una fontanella rotonda dove scorre perennementa l’acqua e al cliente è data la possibilità di farsi uno scrub alle mani nella profumazione scelta tra le tante disponibili. Idea meravigliosa, tutti i turisti lo fanno, magari dopo ore che si è in giro a visitare musei …chi non si vuole lavare le mani con un prodotto fantastico? E dopo con le mani pulite, morbide e profumate chi resiste all’acquisto? (In Italia trovate Sabon a Milano, Firenze, Roma, Napoli e Lecce). 

Ecco un esempio eccezionale di stimolo tattile!

Ma pensa anche alla tecnologia che ci ha fatto scoprire il piacere “touch”.

E ai “finger foods”,  quei cibi in piccole porzioni singole, mangiati senza l’uso delle posate, dove il tatto è fondamentale per percepire emozioni ed aumentare il gusto.

 

Consigli pratici da mettere in atto

maglioni_camicie_il_tatto

Se nel tuo punto di vendita non hai particolari motivazioni igieniche da rispettare, lascia che il cliente tocchi i prodotti.

Lascia che lo faccia e soprattutto non ti irritare se lo fa!

Se proprio ti accorgi che è entrato il classico elefante nel negozio di cristalli,  cerca di prevenire gentilmente, prendi in mano tu gli oggetti e mostraglieli, cerca pure di evitare il disastro ma MAI, ripeto MAI farti vedere seccato. 

L’obiettivo da raggiungere è l’incontro tattile tra merce e cliente, perché quando la merce entra in contatto con il pubblico aumentano tantissimo le possibilità di vendita.

Ed ecco l’ importanza degli espositori nei punti vendita, veri inviti al consumatore a toccare e a prendere ciò che è esposto.

Infine il consiglio più importante che è valido per TUTTE e TUTTI, qualunque sia la vostra attività: VIETATO dare la mano come una mozzarella molliccia, VIETATO anche stringere la mano altrui in modo da provocare fratture scomposte… se possibile adottare una giusta via di mezzo e … le mani non dovrebbero essere sudate ma asciutte e se non è chiedere troppo … magari anche tiepide 😉 

E così ho concluso  questa seconda tappa del viaggio del marketing attraverso i sensi, la prossima sarà sull’udito, non te la perdere!

Se hai domande o dubbi scrivili pure nei commenti e io ti risponderò.

 

Se invece hai la necessità di contattarmi direttamente, segui questo link.

                                                                                               Mirna

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