Gli indici sintetici di affidabilità, un vero cambio di passo?

indici sintetici di affidabilità

 

In questo post cercherò di darti qualche anticipazione sugli indici sintetici di affidabilità che mandano in pensione dopo 24 anni gli studi di settore e che rappresentano la vera e propria novità fiscale del 2017, almeno così c’è scritto su quasi tutti gli articoli in circolazione.

Ma è proprio così?  

 

INIZIO DALLE PAROLE: INDICI SINTETICI DI AFFIDABILITÀ

E dalla sigla ISA.

E dopo la sigla, non può mancare l’anglismo!

Eccolo: indicatori di compliance aziendale, perché indicatori di conformità avrebbe “fatto antico”  🙂 

Ma al di là delle parole nuove, la sostanza è cambiata rispetto agli studi di settore?

 

Ma è vero che gli studi di settore non ci sono più come è scritto ovunque ?

Prima di tutto dire che gli Studi di Settore non ci sono più non è corretto. Per almeno altri due anni, alcune categorie vi saranno ancora assoggettate.

Infatti, l’avvio degli indici sintetici di affidabilità è graduale e con una sequenza già stabilita.

Nel 2017 verranno approvati 70 indicatori (ad oggi sono stati approvati 21 indicatori e i restanti lo saranno entro il 22 di novembre) sui 150 previsti, e riguarderanno più di un milione di partite IVA, sulle circa quattro milioni esistenti.

Ecco alcune delle categorie che avranno gli ISA già dal 2017:

  • parrucchieri e barbieri
  • riparazione di motocicli, carrozzieri e meccanici
  • sale giochi e biliardo
  • intermediari immobiliari
  • noleggio auto e mezzi di trasporto
  • autoscuole
  • villaggi turistici
  • stabilimenti balneari
  • tutta la ristorazione
  • agenti e procacciatori di affari
  • laboratori fotografici
  • manifatture nel settore calzature e gomma
  • amministratori di condomini
  • psicologi 
  • agronomi
  • disegnatori grafici e tecnici, geometri, ingegneri
  • studi legali
  • commercio ingrosso mobili
  • commercio articoli sportivi, giochi, tappeti, tessili, computer, profumerie, fiori e piante.

Le categorie non incluse nei 70 ISA saranno soggette ancora agli studi di settore.

E ciò, a livello operativo, è già un peggioramento rispetto allo scorso anno. Perché dovremo analizzare caso per caso e per alcuni clienti raccogliere nuovamente tutti i dati per gli studi di settore e per altri invece i dati necessari per compilare gli ISA.

Inoltre, ci sarà così una disparità di trattamento tra una posizione e l’altra.

 

Il meccanismo premiale è davvero la novità degli indici sintetici di affidabilità?

Gli Indici Sintetici di Affidabilità sono come una pagella scolastica, con voti da 1 a 10 e prevedono premi per i più bravi.

Ma è proprio vero che il meccanismo premiale è una novità degli ISA?

Non direi, visto che da alcuni anni era già previsto il meccanismo premiale per gli studi di settore.

E poi, diciamocelo chiaro, quando mai a scuola sono stati premiati i voti alti e ignorati i voti bassi?
È ovvio, e direi anche giusto, che ci sia una considerazione anche per i voti bassi.

Dire le cose in modo differente, genera percezioni differenti. Ma la sostanza non cambia.

Credo infatti che saremo tutti d’accordo nel comprendere che se i migliori non subiranno accertamenti fiscali basati sulle presunzioni semplici, significa che i peggiori li subiranno.

E, quindi, quale è il cambio di passo?

 

Ricapitolando

  • i dati richiesti dagli studi di settore erano una infinità e differenti per ciascuno studio e categoria, richiedevano un lavoro immane e in parte inutile, visto che le risultanze dipendevano in principal modo solo da alcuni dati;
  • i dati richiesti dagli ISA non sappiamo con esattezza quali sono, si parla di semplificazione ma, visti i precedenti e l’effetto che ormai genera in noi la parola “semplificazione” legata all’ambito fiscale, direi che è prudente attendere. Assolutamente certo invece il fatto che, per almeno due anni ancora, dovremo convivere sia con gli studi di settore (per le categorie per le quali non sono stati approvati gli ISA) che con gli ISA e ciò non è una semplificazione per gli addetti ai lavori;
  • meccanismo premiale, non è una novità, già presente da qualche anno negli studi di settore, ma certamente la parola “premiale” genera migliori effetti rispetto alla parola “punitivo”. Questo è marketing, però e, forse, nemmeno tanto etico.
 
Quindi dove sta il cambio di passo?

Il cambio di passo, a mio parere, non potrà mai stare negli strumenti, più o meno semplici o complessi, più o meno perfetti o perfettibili.

Il cambio di passo sta nelle Persone.

Nelle persone che pagano le imposte.
I contribuenti, che sono prima di tutto dei Cittadini.
Professionisti, artigiani, commercianti, imprenditori.

Se desideriamo per noi e per i nostri figli e nipoti una Italia migliore, dobbiamo comportarci in modo onesto.

Ma anche nelle persone che lavorano all’Agenzia delle Entrate.
Tutte. Che devono trattare i contribuenti da Cittadini e non da evasori.

E le parole del neo Direttore Ernesto Maria Ruffini, contenute nella lettera che ha recentemente inviato a tutti i dipendenti, mi fanno ben sperare. Alcuni stralci.

“La parola d’ordine dovrà essere in realtà un piccolo semplice tratto: il segno meno. Meno burocrazia, carta e timbri, meno adempimenti, ingiustizie, meno distacco dalla vita reale di chi produce, meno distanza dalla lingua italiana e, se saremo bravi, anche meno balzelli.
… l’agenzia delle Entrate dovrà essere ancor di più al fianco di chi produce, così come delle famiglie e di quei cittadini che, troppo spesso, si sono sentiti circondati dal sistema fiscale, dalle tante lettere, da calendari di obblighi mutevoli e lunghi. Così come deve essere rigorosa con chi finisce in fuorigioco, Agenzia deve saper chiedere scusa se sbaglia. Deve, quando necessario, fare pulizia al proprio interno e tenere alta la bandiera della legalità.
… non appartengo alla squadra di chi sostiene che gli italiani hanno nel proprio DNA la furbizia dell’evasore. Non esiste questo tratto genetico. A chi in Agenzia vede gli italiani come contribuenti prima che come cittadini, come evasori prima che come contribuenti, consiglio di cambiare approccio in tempi rapidissimi».

Ed è solo così, riparando con pazienza da ambo le parti il sentimento di responsabilità civica fiscale e rivalutando il rispetto delle persone e del loro futuro che, a prescindere dagli strumenti, potrà avvenire il cambio di passo.

Quello vero.

 

Se hai un dubbio scrivilo nei commenti, se invece mi vuoi contattare direttamente per una consulenza, segui il link consulenza online o consulenza in studio.

Appuntamento al prossimo post di #easyfisco.

Mirna

Visualizza il profilo di Mirna Pioli su LinkedIn

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *