L’ inventario di magazzino conviene

 

inventario di magazzino

A seguito delle modifiche introdotte sulla contabilità semplificata sono in tanti ad avere esultato per non dovere più redigere l’ inventario di magazzino alla fine dell’anno.

E noi commercialisti per non dovere più rincorrere i clienti e costringerli a farlo 🙂

Infatti, in base alle nuove regole, tutte le imprese in contabilità semplificata non sono più tenute a determinare il reddito tenendo conto delle rimanenze, ad eccezione di quelle iniziali al 1.1.2017.

Ma è proprio vero che non dovranno più fare l’ inventario di magazzino?

Pareva fosse così, ma ora non direi.

L’anno 2017 doveva essere anche quello di esordio dei nuovi ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e, per almeno la metà dei contribuenti, l’anno della fine degli studi di settore.

Ma poi l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che anche per il 2017 dovranno essere compilati da tutti gli studi di settore.

E dai modelli e istruzioni degli studi di settore appena pubblicati emerge che l’ inventario di magazzino sarà ancora un dato da inserire. 

Il che significa che nulla è cambiato, rispetto agli scorsi anni.

L’ inventario di magazzino al 31.12.2017 dovrà essere redatto in quanto la congruità agli studi di settore, nonché la normalità e coerenza a determinati indici sarà, ancora una volta, determinata anche dalle rimanenze di materie prime, merci e prodotti finiti.

Del resto, ciò appare decisamente più logico della contabilità semplificata nella sua nuova forma ibrida di misto cassa-competenza che ha ben poco a che vedere con la ragioneria.

Ma abbandoniamo le disposizioni fiscali.

Conviene non fare l’ inventario di magazzino?

Cerchiamo di capire a chi conviene non fare l’inventario delle rimanenze alla fine dell’anno, a prescindere dagli obblighi di legge.

Credo, come ho già più volte scritto e in particolare in questo articolo Il magazzino dei commercianti al dettaglio, che tutti i commercianti dovrebbero, non solo fare l’inventario delle rimanenze alla fine dell’anno (e farlo bene), ma lo dovrebbero tenere controllato almeno due o tre volte l’anno e, alcuni di loro, quelli con i volumi più elevati, dovrebbero disporre di programmi che analizzino il magazzino continuamente.

Le uniche attività che possono fare a meno delle verifiche di magazzino sono quelle per le quali incide pochissimo ed è un dato del tutto marginale rispetto ai costi e ai ricavi.

Non certo i commercianti.

Sembrerebbe una questione ovvia e invece non la è affatto.

Mi capita di acquisire clienti già in attività e la cosa più difficoltosa è abituarli a fare periodicamente l’inventario del magazzino.

Quando iniziano a farlo, capita spesso che i dati reali siano molto differenti da quelli che gli stessi imprenditori, nonostante anni di esperienza, presumevano.

Il dato fondamentale per le valutazioni

Il dato fondamentale, per i commercianti, non è il costo di acquisto delle merci da rapportare ai ricavi ma il costo del venduto da rapportare ai ricavi.

Costo del venduto = Rimanenze iniziali + Acquisti – Rimanenze finali

È quindi molto importante disporre di un inventario delle rimanenze per potere effettuare:

. le verifiche periodiche (trimestrali) dei bilanci;

. le verifiche e i calcoli dei ricarichi;

. le valutazioni in merito a immobilizzi di tipo finanziario;

. le valutazioni riguardanti la stratificazione delle merci in rimanenza, per anno, per stagione;

. le considerazioni in merito agli acquisti fatti e da effettuare, per esempio quali articoli hanno reso di più e quali meno;

. ogni tipo di considerazione economico-patrimoniale e finanziaria.

A prescindere dagli adempimenti fiscali obbligatori, ogni imprenditore dovrebbe dare la priorità a ciò che serve per migliorare la redditività e la situazione finanziaria senza trascurare la corretta e costante contabilizzazione del magazzino nonché la sua analisi periodica insieme al commercialista di fiducia.

 

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