. una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia
. un software scaricabile su PC
. un’app per tablet e smartphone, denominata “Fatturae”, scaricabile dagli store Android o Apple

B) Infocamere offre gratuitamente a questo Link un servizio per la fattura elettronica

C) I produttori di software gestionali offrono software privati a pagamento.
Per esempio tra i più economici c’è la proposta di  ARUBA a 25 euro + IVA annuali.
Ovviamente a questo prezzo non si può pretendere molto, soprattutto in termini di assistenza e personalizzazione.

L’indirizzo telematico

Tutte le imprese e tutti i professionisti devono disporre di un indirizzo telematico dove ricevere le fatture elettroniche che può essere alternativamente:

. un indirizzo PEC 
. un Codice Destinatario alfanumerico di sette cifre che viene fornito dal gestore del software che si vuole utilizzare per gestire i flussi di fatturazione sia attivi che  passivi


Da cosa incominciare

Credo che il primo passo da compiere sia quello di valutare le proprie dimensioni e necessità.

Così come adesso alcuni fanno redigere le fatture al commercialista, altri le scrivono a mano, altri ancora con il PC utilizzando Word o Excel, altri ancora con un gestionale, anche dal prossimo anno non vi potrà essere una soluzione uguale e che vada bene per tutti, ma varie alternative e sarà importantissimo scegliere quella che permette di partire prima e con il minore dispendio di energie e tempo.

Sarà poi possibile fare aggiustamenti, miglioramenti, implementazioni.

Un contribuente che non ha mai redatto una fattura finora, nemmeno a mano, sarà bene, almeno all’inizio, che continui a farle redigere dal commercialista, ovviamente nel nuovo modo elettronico.

Chi invece si destreggia già da solo, a mano o su fogli elettronici, deve valutare la soluzione software più adatta in base alle sue esigenze e dimensioni.

Chi invece utilizza già un gestionale, significa che probabilmente ha parecchie fatture da emettere, riceverà la proposta di implementazione dal proprio fornitore di software o, se così non è o se quel gestionale non va tanto bene, è troppo oneroso, non fornisce soluzioni valide per la fatturazione elettronica, sarà il caso di valutare la sua sostituzione.

A seconda della scelta del canale di ricezione si parlerà poi di come censirsi presso l’Agenzia delle Entrate e della identificazione del codice intermediario.

 

La sintesi

è la seguente:

. bisogna entrare nell’ottica che le fatture cartacee non esisteranno più;

. tutti si devono attrezzare, anche i minimi e i forfettari;

. bisogna valutare cosa si è fatto finora e prendere una decisione che dovrebbe essere quella che fa partire per prima dando il minimo inconveniente possibile;

. se finora non si è mai compilata una fattura, ma le si faceva redigere dal commercialista direi che è opportuno, almeno nella fase iniziale, continuare a fare così e quindi conferire delega al commercialista affinché si occupi anche della emissione delle fatture elettroniche;

. se invece si redigono le proprie fatture a mano o con un PC, per esempio utilizzando Word o in Excel, è necessario valutare una soluzione software,  qui puoi vedere la mia scelta;

. se invece hai già un gestionale che usi per emettere le fatture, per il controllo del magazzino e altri scopi, devi contattare il fornitore del software e valutare le implementazioni che ti propone per la fatturazione elettronica in uscita (fatture emesse) e in entrata (fatture ricevute).

Ecco, come prima puntata sulla fattura elettronica mi fermo qui perché la materia necessita di una assimilazione adeguata.

A presto con le prossime dove analizzerò con maggiore precisione la problematica suddivisa per categorie di attività e la abilitazione del canale di trasmissione con relativa richiesta e generazione del QR Code.

Spero di essere stata di aiuto.

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