La moda geolocalizzata con la nostra inviata speciale: Maria Luisa Gallo

Sono molto contenta di presentarvi Maria Luisa Gallo da Torino, amica nella insana passione per i Blog!

Maria Luisa, prima, organizzatrice di Eventi oltre la ex cortina di ferro, poi coordinatrice nel Publishing e Public Relation. In seguito, imprenditrice nel Design ed esperta di Marketing verso l’estero.

Oggi si occupa, tra l’altro, di: Communication, Social Marketing, Business Development.

E’ una vera giramondo, sempre col trolley, pieno di vestiti, all’andata e, anche di emozioni, al ritorno!

Ecco il dono che mi ha fatto al rientro da due suoi viaggi in Polonia e in Romania.

 

La mia amica Mirna mi delizia con i suoi post sulla bellezza, lo stile e la moda e ogni volta mi fa soffermare a criticare la mia immagine allo specchio: qualche chilo di troppo, la chioma che non si arrende mai al pettine, gli anni sul viso, la sveglia che ha bisticciato con l’apertura delle ante dell’armadio…. insomma, come direbbe la mia maestra delle elementari: “ha del potenziale ma dovrebbe impegnarsi di più” e mi consolo pensando che il mattino dopo farò di meglio.

Ho detto: il mattino dopo e quel “dopo” mi frega sempre…

Quindi la mia autostima fa a pugni con il look quotidiano e vado ogni tanto in crisi mistica ma, e qui viene in mio soccorso il mio lavoro: viaggio abbastanza spesso all’estero – anche se molto meno di qualche anno fa – e la mia visione cambia prospettiva.

Sono rientrata da poco dalla Polonia, questa volta ero a fare la mamma, perché mia figlia vive qui, quindi ho potuto girare a naso in su in totale relax e senza l’orologio che scandiva la mia giornata.

La scorsa settimana, invece, ero in Romania.

E allora? Direte voi? Viviamo benissimo anche senza geolocalizzarti!

Giusto! Ma lasciate che vi narri perché questi viaggi fanno bene alla mia autostima.

Uno degli insegnamenti che riceviamo, fin da piccole, è come apparire al meglio ma, cos’è questo “meglio”? Quali sono i canoni da rispettare?

Una sera, dopo cena, siamo andati a passeggiare in Ulica Mariacka che è la via centrale, chiusa al traffico auto e cool di Katowice, e qui è iniziata l’avventura: mi sono ritrovata a passeggiare tra Barbie e Vin Diesel, in vari formati, età e status sociale, ma tutti con lo stesso look, turisti ed expat a parte.

Il loro “apparire al meglio” è completamente differente dal nostro.

Le ragazze, alte, bionde e mediamente filiformi (uffa! qui non posso competere!) indossano normalmente tacchi alti non meno di 10/12 cm con plateau, possibilmente di colori sgargianti – il rosso lacca è un po’ come per noi la scarpa di vernice nera, fa fine e va bene con tutto – con fiori variopinti, lacci, laccetti, frange e borchie, chiuse, a sandalo, peep toe, zeppe e via discorrendo.

Le mie décolleté blu tacco 8 hanno avuto un singulto e avrebbero voluto fuggire dai miei piedi e rifugiarsi in un tombino!

Ma proseguiamo, oltre le scarpe c’è di più.

 

oltre_le_scarpe_c'è_di_più

 

Gli abiti o i completi gonna/pezzo di sopra (il pantalone penso qua non esista se non in formato corto, molto corto) hanno tutti una caratteristica fondamentale: devono coprire il meno possibile e fasciare il più possibile.

La borsetta non sono riuscita a capire dove caspita la tenessero perché in una mano c’è sempre un bicchiere/calice/bottiglia pieno di liquido alcolico e nell’altra la sigaretta, quindi vedrò di indagare in tal senso.

I tessuti ed i colori credo siano un optional, nel senso che cotone, sintetico, lattice, finta pelle/daino/pelliccia, lino o lana è indifferente (tanto ce n’è poco) e l’accostamento non segue sempre i canoni classici.

Il giallo sta bene sia con il rosso che con il verde, il quadretto con il fiore, le righe…vanno e vengono…

 

coppia

 

I ragazzi sono quasi tutti palestrati, capello cortissimo e tatuaggi in bella vista, sembrano dei Vin Diesel in libera uscita.

A onor del vero bisogna sottolineare che questa è la via della movida, dove incontri le ragazze immagine che ti invitano ad entrare nei locali e i giovani che vogliono trascorrere una serata senza pensieri, dove passeggia il turista o l’expat che si trova qui per lavoro, ma in generale il look è quello e personalmente mi lascia perplessa.

Durante il giorno, invece, i tacchi non esistono.

Tutte, e dico tutte, viaggiano con ballerine raso terra o con le scarpe da ginnastica.

Uno dei vezzi sta nell’indossare il fantasmino – in pizzo, colorato, di cotone, di lycra, ecc. che spunta dalla ballerina – e come dire? Ogni tanto mi scappa un singulto!

 

donne_con_ombrellino

 

Io sono stata abituata fin da piccola ad abbinare i colori, le fantasie, a non mischiare il cotone con la lana, a coordinare le scarpe con la borsa e la bigiotteria, a “cercare” di camminare con un’andatura che non ricordasse quella di uno scaricatore di porto; ecco, a me tutto questo stride un po’.

La settimana scorsa, invece, ero in Romania, e devo dire che più o meno circa quasi il look serale è uguale con la differenza che i tacchi si usano normalmente anche durante il giorno: parliamo sempre di tacco 12, come minimo! E il trucco/parrucco è mediamente sempre più che perfetto. Non so come ci riescano, ma hanno tutta la mia ammirazione! Io non riesco proprio ad andare al mercato a fare spesa taccata e truccata, soccomberei sotto il peso delle borse di plastica e comunque l’abbinamento tacco 12/carrello mi fa pensare soltanto che senza il carrello cadrei miseramente a terra: altro che red carpet!

 

scarpe_in_vetrina

 

Sarà che non amo il jeans che crolla miseramente dai fianchi lasciando in bella vista la marca dell’intimo che uno indossa, sarà che la zeppa/tacco 12 su una strada acciottolata mi fa pensare ad un esercizio di equilibrismo masochistico più che ad una andatura sinuosa, sarà che la micro gonna sul micro top quando non si è sul bagnasciuga mi lascia perplessa, sarà che ho una certa età, ho cercato di dare una spiegazione logica a tutto ciò.

Siamo in Paesi che possono godersi il caldo solo per pochi mesi all’anno, che fino a non molto tempo fa erano costretti a sottostare a regimi totalitari dove la classe e l’eleganza (e i tatuaggi) erano bandite – o meglio, appannaggio di pochi – e dove il tenore di vita non consente ancora oggi a tutti un guardaroba ampio e adatto per ogni occasione, quindi è comprensibile che la maggior parte delle persone non abbia l’abitudine (o la possibilità) di badare agli accostamenti e purtroppo i negozi locali non aiutano nell’educazione al gusto.

 

magliette_appese

 

short_appesi

 

Per par condicio, però, bisogna ammettere che anche qui in Italia ormai vediamo mise non propriamente in linea con l’occasione… quindi cosa dobbiamo pensare?

 

look-italico

 

Che la globalizzazione uniformerà tutti quanti noi passando dalla tuta lucida dell’Adidas con sandalo più calzino all’uniforme da disco dance stile lungomare di Palm Beach?

Ai prossimi viaggi l’ardua sentenza!

 

L’Apparire Eccessivo, la Scelta dei Colori, l’Abbinamento Improprio, nei Paesi dell’Est, sono comunque consolanti nello sconvolgimento che creano.

Uno sguardo a questa Moda Geolocalizzata, ce lo ha permesso, divertendoci, Maria Luisa, che ringrazio di cuore!

 

mirnabiliacamelia

 

2 Comments

  1. Luisa Gallo

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