La nuova contabilità semplificata per cassa

contabilità semplificata

 

La Finanziaria 2017, ha introdotto la contabilità semplificata per cassa a decorrere dal 1.1. 2017

Una novità, perché finora si seguiva il criterio della competenza, che non può più essere mantenuto.

In sintesi per cassa significa dedurre i costi e tassare i ricavi quando sono pagati o incassati, mentre per competenza significa dedurli e tassarli a prescindere dal movimento finanziario, ma seguendo la correlazione tra i ricavi e i costi che li hanno generati.

Per chi vuole ulteriormente approfondire https://doublentry.it/il-principio-di-competenza/.

La contabilità semplificata per cassa dal 1.1.2017

Diventa un regime naturale per tutti i soggetti che nel 2016 non hanno superato i seguenti limiti di ricavi:

. attività di prestazioni di servizi 400.000,00 euro;

. altre attività 700.000,00 euro.

Nel caso di esercizio contemporaneo di prestazioni di servizi e altre attività, bisogna fare riferimento ai 700.000,00 euro, se i ricavi delle attività esercitate non sono annotati distintamente, o al limite di ricavi relativo all’attività prevalente, se sono distintamente annotati.

In ogni caso, il totale ricavi di tutte le attività svolte, non deve superare i 700.000,00 euro.  

E’ possibile optare per la contabilità ordinaria, tenendo presente che la scelta vale fino a revoca e comunque per almeno un triennio.

Ricordo che le società di capitali (SRL, SPA e SAPA), non possono mai tenere la contabilità semplificata, e i professionisti possono tenerla sempre, a prescindere dai compensi percepiti nell’anno precedente.

Le tre modalità operative della contabilità semplificata per cassa

Una volta verificato che si rientra nella contabilità semplificata per cassa, vi sono tre modalità operative possibili:

. tenuta di ulteriori due registri distinti (incassi/pagamenti); così avremo ben quattro registri! Due per l’IVA e due per gli incassi e i pagamenti;

. tenuta dei soli registri IVA con, in aggiunta, l’indicazione degli incassi e pagamenti;

. tenuta dei soli registri IVA e presunzione di incasso/pagamento.

E se non si vogliono complicare a dismisura le cose e far diventare “contabilità ordinarie di fatto” anche le contabilità semplificate, direi che la modalità preferibile sia l’ultima, soprattutto per le ditte più piccole.

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Quindi, per non dovere rincorrere le date di incasso e pagamento di ogni singolo documento, è necessario optare, scegliendo la presunzione che la data di registrazione dei documenti contabili coincida con quella di incasso/pagamento.

L’opzione vincola per tre anni.

In questo modo si tengono solo i due registri IVA, tutti i costi e i ricavi annotati si presumono anche pagati o incassati e vengono annotate separatamente solo le operazioni non soggette a registrazione IVA, autoconsumo, plusvalenze, minusvalenze e sopravvenienze.

Nella contabilità semplificata per cassa, a prescindere dalla modalità operativa scelta, le rimanenze iniziali e finali non rilevano, eccetto le iniziali del primo anno.

Sono comunque attesi vari chiarimenti.

Spero di avere dissipato qualche dubbio, se ne avete altri li potete scrivere nei commenti e io risponderò.

Se invece avete la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, seguite il link consulenza online o consulenza in studio.

Al prossimo post di #easyfisco.

Mirna

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