La parola d’ordine è personalizzazione

Il post Mille e un brand si è concluso con un accenno alla personalizzazione.

Ora vorrei approfondire questa parola “personalizzazione”,  per cercare di farvi comprendere quanto sia importante per tutte le attività indipendenti.

 

Personalizzazione è l’opposto di omologazione

Prodotti personalizzati o personalizzabili fanno sentire il consumatore unico.

I primi a cavalcare questo desiderio sono stati i produttori di automobili. Chi non si è sentito un poco più speciale quando in un concessionario, seduto a un tavolo, ha potuto aggiungere o togliere  qualcosa alla sua nuova auto?

Alcuni degli “optional d’oro” proposti dalle Case automobilistiche per rendere l’auto Unica fanno lievitare enormemente il prezzo finale: interni in pelle pregiata, verniciature speciali, tappezzerie personalizzate, pacchetti comfort, sicurezza e chi più ne ha più ne metta.

 

personalizzazione_interno_auto

 

Esempi più popolari di personalizzazione sono da alcuni anni la Coca Cola e la Nutella.

 

coca_cola_personalizzazione

 

nutella

 

Recentemente anche il Mulino Bianco ha scelto di promuovere la personalizzazione dei gadget, a dimostrazione che la tendenza continua.

Ma perché funziona?

 

[bctt tweet=”Perché il desiderio di ognuno di noi resta quello di non essere uno qualunque”]

 

Questo fenomeno investe i settori più vari.

La Nike con NIKEiD offre la possibilità di personalizzare le scarpe con la scelta dei colori ed altri dettagli.

La Apple da anni offre le incisioni gratuite per iPod o iPad. Frasi dove ognuno può comunicare ciò che vuole.

 

ipod_personalizzazione

 

 “Ma che novità è Mirna?”

Starete pensando che già dai tempi del film Colazione da Tiffany (vedi anche il mio post sul customer service) c’erano le scritte personalizzate.

Ricordate la scena dell’incisione sull’anellino trovato nelle noccioline?

 

Tiffany_incisione_anellino

 

Senza dubbio, la personalizzazione non è una novità, anche se è necessario fare dei distinguo.

Per quanto riguarda le incisioni della Apple direi nulla di diverso da quelle su oggetti di gioielleria.

La personalizzazione della Coca Cola e della Nutella invece sostituisce addirittura il nome del brand.

Ma in tutti questi casi il prodotto resta uguale e viene personalizzato nel packaging o in una sua parte.

Nell’esempio che vi farò ora, invece, il prodotto viene addirittura “costruito” dal cliente e per il cliente.

 

La personalizzazione di Burberry

Le fashion victim si ricorderanno il poncho dello scorso anno, quello con le iniziali, indossato da alcune celebrities e diventato in brevissimo tempo oggetto del desiderio.

Eccolo.

 

Burberry_poncho

 

Che cosa ha di così eclatante?

Le iniziali e il fatto che è stato visto e rivisto indosso a Cara Delevingne, Sarah Jessica Parker e Olivia Palermo, oltre a tante altre, diventando così un vero e proprio “must to have”.

Quindi, anche un brand di prestigio, si è indirizzato verso la personalizzazione.

E quest’anno Burberry è andato oltre.

 

La Burberry Scarf Bar personalizzata

La Burberry Scarf Bar, la famosa sciarpa con l’iconico motivo check e da sempre colonna portante del brand inglese, viene ripensata e riproposta in modo diverso.

Ora è completamente personalizzabile. 

Il cliente sceglie il tipo di filo, il carattere e il colore del monogramma, fino a farsi una sciarpa unica.

E ciò è possibile online o presso boutique selezionate.

Ho provato a “creare” le mie:

 

prima_sciarpa_persnalizzata seconda_sciarpa_personalizzata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se volete deliziarvi guardate anche lo splendido video che evidenzia l’artigianalità, il pregio, la tradizione, il made in Scotland.

 

 

Possiamo dire che questo è il continuo dell’abito fatto su misura sartoriale del secolo scorso?

In parte sì, con la differenza che ora tutto si diffonde con una rapidità impressionante, diventa condiviso e social.

Ed è logico che il consumatore farà tanto WOM al SUO prodotto, al prodotto che ha CREATO lui.

Ma torniamo a noi.

 

Che cosa devono fare le piccole attività

Preferisco prima dire che cosa NON devono fare.

NON devono offrire prodotti standardizzati e uguali per tutti.

Il cliente si deve sentire UNICO e il suo acquisto, che si tratti di un  prodotto o di un servizio, deve essere studiato appositamente PER LUI.

Ora faccio qualche esempio.

 

Servizi alberghieri

I clienti non sono tutti uguali.

Ci sono i viaggiatori business ai quali interessa lavorare e fare affari. Può essere utile per esempio inviare loro in anticipo rispetto al soggiorno: notifiche di  sale meeting disponibili,  possibilità di ricevere una linea Wi-Fi più potente,  possibilità di stampare dei documenti, una lista dei migliori ristoranti in zona in cui poter portare i propri clienti.

I viaggiatori leisure che hanno l’obiettivo di liberarsi dallo stress. Prima dell’arrivo si potrebbe: inviare un’email con i migliori eventi e le attrazioni in zona per tutta la famiglia, i ristoranti adatti se trattasi di una coppia piuttosto che di una famiglia, o di un gruppo di amici.

I viaggi di gruppo finalizzati a un evento. Anche in questo caso pur essendo la clientela più diversificata, con le giuste informazioni sull’evento è possibile “dare” quel qualcosa in più che fa la differenza.

 

Fiori

Non tutti i mazzi di fiori sono uguali, anzi direi che per ogni cliente esiste il SUO mazzo e il SUO fiore e il SUO incarto.

 

Dolci

Quante differenziazioni e personalizzazioni si possono fare? Infinite se ci pensate.

Ladurée ha appena annunciato che ora è possibile personalizzare e rendere unici i famosi macaron.

Ecco quelli per Marionnaud Parfumeries Italia e ne vedremo tanti altri.

 

Macaron_personalizzazione

 

Seguite l’esempio dei grandi, sempre.

 

Abbigliamento

Per restare sul mercato è vietato e controproducente abbassare prezzi e/o qualità.

Con la grande distribuzione non c’è gara.

E’ necessario invece offrire prodotti UNICI, personalizzati, personalizzabili, comprendendo, anticipando e assecondando le esigenze del cliente.

E quali sono?

Sempre quelle di non sentirsi uno qualunque.

Camicie dove il cliente può scegliere i colori, i polsini, il collo, i bottoni tra tanti quanti sono i gusti dei gelati, per esempio.

Ed uscire dal negozio con la SUA camicia, non con una camicia.

“Le imprese eccezionali creano clienti deliziati; creano dei fan.” Philip Kotler

Quindi concludo dicendovi: prendetevi cura del cliente, anzi di CIASCUN cliente.

Saremo tutti talmente personalizzati da diventare omologati per questo?

Ho terminato, mi farebbe piacere ricevere i vostri commenti e magari anche i vostri consigli su come “personalizzare” prodotti e servizi.

Se invece avete la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, seguite questo link.

A presto con la prossima puntata di #easymarketing per le piccole imprese.

 

Mirna

Visualizza il profilo di Mirna Pioli su LinkedIn

 

 

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *