La piccola impresa deve comunicare e agire ascoltando anche i numeri

la piccola impresa

 

Il marketing è troppo importante per essere delegato all’ufficio marketing” disse David Packard, cofondatore di HP.

Intendeva dire che i piani degli esperti di marketing non possono essere efficaci se il resto dell’organizzazione non è coinvolta e che il marketing deve essere razionale, basato sui dati raccolti da tutte le aree.

Mi domando spesso come possono fare le piccole imprese

Solitamente nelle piccole realtà è il titolare, o un familiare, a occuparsi della parte amministrativa e può capitare che l’imprenditore avverta la necessità di fare marketing e pensi, frequentando la rete, consista nel mettere post su Facebook.

Ciò non è sbagliato, ma questi metodi relativamente economici e apparentemente alla portata di tutti, necessitano comunque di tempo e di tanta attenzione e non sono adatti a formare una immagine a lungo termine.

Il piccolo imprenditore dovrebbe preoccuparsi, per prima cosa, di costruire un marchio.

Un marchio è l’insieme di aspettative, ricordi, storie e relazioni che, nel loro insieme, giustificano la decisione del consumatore di scegliere un prodotto o un servizio piuttosto di un altro. Se il consumatore… non paga un sovrapprezzo, non fa una selezione o non lo consiglia, significa che per lui quel marchio non ha valore” Seth Godin.

Il marchio parte dalla identità dell’impresa e dal prodotto, che sono le radici su cui si dirama tutto il resto.

Non cercare clienti per i tuoi prodotti, cerca i prodotti per i tuoi clienti” Seth Godin.

E proprio Godin in una recentissima intervista per IlSole24Ore  ha affermato che “… il marketing ha lasciato l’era della attenzione rubata come strategia produttiva…. La nuova era invece è quella in cui gli annunci non sono il driver, ma il prodotto è il marketing. E  l’attenzione è preziosa…. Occorre che le aziende imparino a dire: abbiamo strumenti e leve per servire al meglio le persone, aiutandole in modo diverso”.

Quindi, tornando al piccolo imprenditore, cosa deve fare?

Egli, prima di tutto, deve sapere dove si trova e poi dove è conveniente andare

Può partire da una analisi semplice, formata da dati e numeri essenziali in relazione alla dimensione e tipologia dell’impresa, dai quali ricavare fondamentali informazioni.

Una analisi che dia indicazioni precise su chi sia quella piccola impresa e dove sia posizionata nel mercato di appartenenza, su quale sia il prodotto/servizio che offre i maggiori margini e su cui puntare di più, su quale possa essere il prodotto/servizio da aggiungere o che vada a sostituirne altri per avere maggiori profitti.

Ecco quindi che l’analisi deve considerare sia i dati della presenza sul mercato che i numeri dei bilanci unitamente a quelli ottenibili dal controllo di gestione.

TROVARE LA PROPRIA NICCHIA REDDITIZIA

In merito al prodotto/servizio da aggiungere o su cui puntare maggiormente in un mercato sovraffollato, è necessario individuare una propria nicchia.

Nicchia che non coincide sempre con i propri gusti e passioni.

Molti mercati presentano un eccessivo affollamento, tanta offerta per la stessa domanda.
La concorrenza riduce la redditività.
Una lacuna nel mercato, una mancanza di offerta, offre l’allettante prospettiva di una alta redditività.
Ma quel vuoto nel mercato è sufficientemente grande da generare profitto?

C’è una lacuna nel mercato, ma c’è mercato nella lacuna?

Per rispondere è necessario, anzi obbligatorio, fare analisi di dati e numeri.

Unire informazioni diverse, interpretarle, in modo da guidare il piccolo imprenditore.

In questo modo egli poi può camminare, e pure correre, nella giusta direzione e senza sprecare risorse.

AUDITING

auditing ‹òditi› s. ingl. [der. di (toaudit «rivedere (i conti), controllare (i bilanci)», dal sost. audit «revisione, controllo» che è dal lat. auditus –us «audizione, ascolto»], usato in ital. al masch. – L’attività di revisione dei conti e certificazione dei bilanci delle imprese ad opera di professionisti indipendenti (auditors), spesso organizzati in apposite società specializzate (società di auditing). Per estens., nel linguaggio del management, funzione aziendale che esplica mansioni di controllo su un determinato settore della produzione o dell’amministrazione.

Auditing deriva da ASCOLTO e per ascoltare le risposte necessarie a capire l’impresa, bisogna prima fare le domande giuste e stare a sentire, senza alcuna presunzione.

Per questo ho elaborato un mio modello di Audit Identità Comunicazione e Numeri; si differenzia da altri che ho avuto modo di studiare perché è semplice, concreto e soprattutto unisce anche i numeri del bilancio

Lo propongo alle piccole imprese che si rivolgono a me pronunciando la fatidica frase Non capisco perché lavoro tanto e non mi resta niente e in generale a chi ha capito che intuito e buona volontà non bastano più.

Dopo avere analizzato dati e numeri, fornisco una relazione concreta con consigli pratici, indicazioni di strade percorribili, nessun volo pindarico e, se l’imprenditore lo vuole, lo accompagno poi lungo il percorso.

E tu, lo sai dove sei e dove ti conviene andare?

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