La scelta etica, una strada difficile

la scelta etica

 

Recentemente ho letto che il marketing deve puntare sulle dipendenze per vendere.

Non dipendenze che violino le leggi, ma dipendenze legali.

Quali?

Il fumo, l’alcool, le slot machine, per esempio. Ma anche i social network e lo shopping compulsivo.

Quindi il marketing è passato dal soddisfare i bisogni, al suscitare desideri e, infine, al creare dipendenze. 

Quell’articolo ha generato in me un discreto fastidio, ma anche varie domande.

Prima di tutto mi sono chiesta se fosse vero che le aziende che scelgono questo genere di marketing aggressivo, privo di valori, magari volutamente volgare, ne traggano veramente vantaggi.

La risposta è: Sì.

Se così non fosse, non saremmo circondati da immagini, video, frasi completamente privi di etica.

Vi ricordate lo spot della Vigorsol con il koala?

Poi mi sono chiesta se questa strada fosse l’unica percorribile.

E la risposta che mi sono data, a seguito di un percorso che mi ha condotta a questa serie di post è: No.

 

La scelta etica, una strada difficile

Ci troviamo di fronte a un bivio.

Complice la crisi e i profondi cambiamenti in atto, credo che tutti noi, imprenditori, professionisti, dipendenti, consumatori, ci troviamo di fronte a un bivio con due strade da poter percorrere.

La prima, una strada già abbastanza battuta, soprattutto a partire dagli anni ottanta, che mette la vendita e il profitto al centro di ogni azione. Quindi pochi scrupoli, marketing d’assalto, il cliente va aggredito, manipolato, condizionato e perché no? anche un po’ imbrogliato.

La seconda, una strada meno conosciuta, più complessa da percorrere, che prevede una differente scala di valori. Al centro ci sono le persone e il loro benessere, presente e futuro.  

Credo sia questa la nostra grande responsabilità: scegliere quale strada imboccare.

 

bivio

 

La scelta etica, per scegliere bisogna conoscere

Per compiere una scelta è necessario conoscere  le opzioni e ciò che esse comportano.

Per questa ragione ho pensato di approfondire la conoscenza della strada meno nota e di condividerla con voi.

Ho chiesto aiuto ad Amici che, esperti della materia, avrebbero potuto accompagnarci in questo percorso.

E tutti mi hanno risposto con grande entusiasmo.

Per cui eccoci qui, andiamo a incominciare.

 

Che cosa è l’etica 

A Claudio Casiraghi ho domandato di definire e spiegare che cosa è l’etica. 

Sull’etica e sulle sue definizioni sono stati versati fiumi di inchiostro fin dall’antichità.

Perché tanti sforzi?

La parola deriva da un termine greco, ethos, che originariamente significava “il posto da vivere”.

La radice è la medesima della parola ethikos ovvero la “teoria del vivere”.

Questo è il motivo per il quale l’uomo si è sempre interrogato sull’etica e sulle sue varie declinazioni; ossia l’uomo si è sempre posto di fronte al significato del vivere e sull’arte del vivere bene.

Etica è il costume, la consuetudine, il fare consueto, non casuale ma con un preciso fine: il benessere individuale e collettivo.

Suona stranamente oggi il termine collettivo. E’ questa la parte di etica che abbiamo perso strada facendo.

L’attenzione delle persone è rimasta fissa sul benessere individuale, soprattutto di tipo materiale, aiutata e confortata dai meccanismi del capitalismo totalitarista, quello che accetta passivamente il concetto di “Homo homini lupus” o la teoria economica della massimizzazione dell’utilità personale.

L’etica dunque è l’attenta ricerca dei comportamenti appropriati all’ottenimento del bene individuale e collettivo contemporaneamente, sostenibili nel tempo.

Attività di valore che generano valore.

In un mondo sempre più complesso, travolgente, privo di riferimenti saldi, abbiamo un grande bisogno di certezza di valore e di valori.

                                                                                                                                                                                                                       Claudio Casiraghi

Docente, formatore e consulente aziendale da circa vent’anni, ha sviluppato progetti e supporti operativi in aziende di livello nazionale ed internazionale. Si occupa in particolare di marketing e di temi legati etica. Responsabile area marketing dell’Unità di Studi sull’Etica presso l’Università LIUC di Castellanza (Va)  autore del libro Marketing Etico .

 

E poi bisogna sapere come procedere concretamente

Vi lascio il tempo di entrare nell’argomento, prima di passare ai successivi post che toccheranno concretamente i seguenti punti: 

. il marketing etico come vantaggio competitivo;

. il consumatore etico; 

. l’impresa etica;

. la comunicazione etica.

 

etica

 

Ma molto dipende anche dal vostro interesse, quindi fateci sapere se questi argomenti incontrano il vostro gradimento, magari con commenti, domande che potremo approfondire insieme e condivisioni.

A presto, 

Mirna

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6 Comments

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