Etica e valore (I) – Le radici etiche

radici etiche

 

Proseguiamo con questa passeggiata lungo la strada etica, un percorso che ho definito difficile, fin dall’inizio.

Questa volta ho immaginato di incontrare delle profonde radici e le ho collegate all’amico Paolo Pugni che per Doublentry ha scritto due articoli.

Ecco il primo.

 

Da oltre vent’anni si parla di business ethics.

La spinta a trattare questo tema è venuta con i grandi scandali a cavallo del cambio di millennio.
Le crisi che ne sono derivate hanno spinto molti a riconsiderare la necessità di parlare di etica anche in ambito lavorativo.

Jorge Luis Borges etichettava la degradazione del mondo finanziario in particolare, ma non solo, proprio con una battuta tagliente “falta de etica”, mancanza di etica.

Così, non fosse che per differenziarsi, per far vedere che “noi non siamo come gli altri” le imprese, a partire dalle multinazionali, iniziarono a dettarsi codici di comportamento.
Solo che lo fecero senza capire di cosa parlassero, perché l’etica non riguarda l’ecologia, il contenimento degli sprechi o la corruzione.

Riguarda l’uomo.

Etica è lo studio della persona umana per comprendere che cosa siano il bene e il male in assoluto, e agire di conseguenza.

Così ci ritroviamo decaloghi che illustrano come non stampiamo mail inutilmente, facciamo fare corsi di formazione sulle relazioni corrette con i clienti, decliniamo i regali a Natale.
E ci accontentiamo.
Poi licenziamo cinquantenni perché divenuti ingombranti, non perché abbiano perso di efficienza, ma solo per ridurre i costi e guadagnare di più, e li rimpiazziamo con uno stagista di un paese in via di sviluppo.
Oppure vendiamo quello che abbiamo da vendere a prescindere di quello che realmente serva all’altro. Ecco vorrei soffermarmi su questo punto in particolare.

Etica, a mio parere, è prendersi cura delle persone coinvolte nel processo, e quindi anche del cliente, per aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo, essere suo alleato nella sfida a superare gli ostacoli che lo rallentano nel, o addirittura gli impediscono di, raggiungere la sua meta.

Valore vuol dire questo: essere pronto a capire cosa serve realmente al cliente, e in quale modo io possa veramente essere al suo fianco per superare le difficoltà, trovare la strada giusta, andare oltre. A volte vuol anche dire aiutarlo a capire quale sia il suo vero traguardo. Anche se questo mi allontanerà dalla mia vendita.
Perché il mio scopo non è quello di piazzare, uso questo termine appositamente, qui ed ora una vendita, ma di costruire una relazione solida, professionale ed umana, con il mio cliente per il bene reciproco.
Io devo traguardare a questa comune soddisfazione, che non solo è un esito possibile, ma è un risultato inevitabile: non si tratta di ricercare una situazione in cui io vinco e non mi capita nulla di male se vinci anche tu, per cui ti lascio vincere.

No, il punto è che se non vinci tu non vinco neppure io!

L’etica applicata al valore è appunto questo, e per quanto possa sembrare un utopico sogno, lontano dal mondo reale del business, è condizione che si può raggiungere frequentemente e che premia tutti finendo per diventare davvero disinteressato, anche se mi rendo conto che questo è più una provocazione che una certezza, dato che stiamo comunque parlando di affari, e quindi di un movimento di denaro.
Certamente, quando la transazione avviene per un fine comune che porta vantaggio a tutti, senza trucchi né inganni, siamo decisamente su un piano etico diverso dalla vendita senza scrupoli per fare cassa.
Ovviamente questo tipo di relazione impone la reciprocità: anche gli acquisitori possono essere senza scrupoli, la tragedia è che il più delle volte finiscono per penalizzare la propria azienda oltre che i fornitori.

L’etica può guidare le relazioni professionali, può essere la misura che permette di raggiungere un bene comune, può diventare anche guida di marketing, aiutando a trovare il giusto messaggio per fare la differenza.

Una differenza che ha radici molto forti. 

Le radici etiche.

Come tutto questo possa diventare concreto … parliamone e aspettatevi un secondo articolo.

Paolo Pugni
consulente per il profitto, autore del podcast vendere valore e dei blog exportlowcost e venditareferenziata
http://www.spreaker.com/show/venderevalore
http://exportlowcost.blogspot.com/
http://venditareferenziata.blogspot.it/

« Sono cieco e ignorante, ma intuisco che sono molte le strade » Borges 

Ritratto di Borges ispirato a Il giardino dei sentieri che si biforcano

Ritratto di Borges ispirato a Il giardino dei sentieri che si biforcano

 

GRAZIE Paolo.

A presto con la prossima puntata di #easymarketing #etica.

Mirna

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