Locazioni brevi e cedolare secca: tutte le novità 2017

locazioni brevi

Offri la tua casa in affitto per usi brevi e/o turistici?

La tua casa è inserita in portali di affitto online come Airnbn, Atraveo e Homeaway?

Hai un’agenzia di intermediazione immobiliare?

In caso di risposta affermativa, credo che dovresti leggere questo post sulle modifiche che l’articolo 4 del DL 50/2017 ha apportato alle regole per gli affitti e le locazioni brevi.

 

Che cosa si intende per locazioni brevi?

“i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online”.

Quindi è affitto breve se:

. non supera i 30 giorni;

. le prestazioni fornite non configurano la fattispecie di attività organizzata in modo tale da presupporre attività di impresa (ne ho parlato in questo post  locazioni turistiche affittacamere partita IVA);

. i due soggetti sono entrambi privati (senza partita IVA);

. la stipula avviene o tra i due soggetti in modo diretto o tramite agenzie o tramite portali online come Airbnb, Atraveo, Homeaway eccetera.

 

Che cosa è la cedolare secca?

La cedolare secca è un’imposta sostitutiva di IRPEF e Imposta di Registro che tassa in modo definitivo i redditi degli affitti e nella misura fissa del 21%. Puoi approfondire a questo link La cedolare secca.

 

Da quando decorrono le novità sulle locazioni brevi?

Le novità sono applicabili ai contratti di locazioni brevi stipulati a decorrere dal 1° giugno 2017.

Questa data è stata prorogata informalmente all’11 settembre 2017.

Ciò significa che la ritenuta è applicabile ai canoni riversati dagli intermediari ai locatori a decorrere dall’11 settembre 2017. 

LA PRIMA SCADENZA, quindi, per versare le ritenute di settembre è il 16 di ottobre 2017.

 
Sono applicabili anche ai contratti di sublocazione?

Sì, le novità si estendono anche ai proventi lordi derivanti da sublocazioni e contratti conclusi dal comodatario.

 

Quali sono le modifiche alla normativa?

I redditi derivanti da contratti di locazioni brevi sono assoggettati a cedolare secca con l’aliquota del 21% in caso di opzione.

Ma questa non è una novità. Infatti, la normativa precedente prevedeva già la possibilità di scegliere la cedolare secca per i contratti di durata inferiore al mese, confermato anche nella Circolare Agenzia delle entrate 01/06/2011, n. 26/E .

Le vere e proprie novità sono negli obblighi a carico dei soggetti intermediari.

 

Gli obblighi a carico degli intermediari

. Inviare all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di stipula una comunicazione per ciascun contratto inferiore ai 30 giorni, pena una sanzione da 200 a 2.000 euro. La comunicazione deve contenere: nome, cognome e codice fiscale del locatore, durata del contratto, importo del corrispettivo lordo, indirizzo dell’immobile.

. Operare una ritenuta del 21% sugli affitti e versarla direttamente all’erario. Tale ritenuta sarà a titolo di imposta (definitiva e il reddito non dovrà essere più inserito nella dichiarazione dei redditi) o a titolo di acconto (il reddito dovrà essere inserito nella dichiarazione dei redditi e la ritenuta scomputata dal totale delle imposte da versare), a seconda della scelta che avrà manifestato il proprietario dell’immobile.  

. Inviare ai proprietari la Certificazione annuale contenente l’indicazione delle ritenute operate e titolo definitivo o di acconto.

Gli adempimenti sono a carico degli intermediari, quindi, delle agenzie vere e proprie ma anche dei portali online che gestiscono incassi e pagamenti in modo automatico.

Infatti, quasi tutti i portali online, offrono servizi di incasso dove, per esempio, all’accettazione del contratto da entrambe le parti, viene richiesto all’inquilino di versare un primo acconto e poi, il saldo, viene solitamente incassato dopo qualche giorno dall’arrivo nella casa di vacanza. Questo per tutelare l’inquilino ed evitare truffe.

Le movimentazioni finanziarie vengono gestite dai portali online, che fungono da tramite tra proprietari e inquilini.

Ecco quindi che il nostro fisco, incapace di scovare l’evasione, addebita agli intermediari (spesso lo ha fatto con noi commercialisti e con varie altre categorie) adempimenti, responsabilità e sanzioni.

Adempimenti che nel caso, per esempio, di affitti giornalieri di stanze, offerte su Airbnb a qualche decina di euro, non riesco a immaginare quanto e come potranno impattare.

Non sarebbe stata sufficiente e meno gravosa la sola comunicazione annuale telematica di tutti i contratti di locazione gestiti dagli intermediari? 

Anche perché chi gestisce gli affitti su Airbnb e simili, spesso incassa a mezzo portali anche le spese accessorie e si troverà così a subire la ritenuta sulle intere cifre e non solo sulle locazioni, a meno che non modifichi le impostazioni sui portali e incassi direttamente le spese accessorie.

 

Spero di esserti stata di aiuto, se hai un dubbio scrivilo nei commenti, se invece mi vuoi contattare direttamente per una consulenza, segui il link consulenza online o consulenza in studio.

Al prossimo post di #easyfisco.

Mirna

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4 Comments

  1. Marco
      • Marco

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