Marketing dei sensi – Introduzione + la vista

Marketing dei sensi – Nuova era del marketing

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Prima cosa non spaventarti per il titolo. Forse ti possono sembrare parole difficili, strane, non alla tua portata o non di tuo interesse, ma ti assicuro che non è così.

Parlerò dei cinque sensi e di come il marketing si stia sempre più rivolgendo ed essi per entrare in relazione con i consumatori.

So già che tu stai pensando: ma io ho una piccola attività a me queste cose non interessano…

Nulla di più sbagliato!

Ritengo che NESSUNA attività possa permettersi di non fare marketing e di non sapere come ADESSO si fa marketing dei sensi.

Ognuno deve piazzare sul mercato beni o servizi, i piccoli imprenditori, i commercianti, gli artigiani e anche i professionisti.

E se hai la pazienza di leggere questo post, che tra l’altro è sicuramente più leggero dei precedenti, mi comprenderai.

Alla peggio, se non ti sarà servito o piaciuto, non seguirai le puntate successive che io tenacemente continuerò a scrivere, perché, se alla fine saranno utili anche solo a una persona, per migliorare la propria conoscenza e conseguentemente il proprio atteggiamento nei confronti della promozione della sua attività di impresa, io sarò comunque soddisfatta.

Parto immediatamente con un video, osservalo assolutamente tutto, dura pochi secondi ed è bellissimo:

 

A mio avviso, esprime molto bene ciò che significa marketing dei sensi, anche se vengono stimolati solo la vista e l’udito, ma in modo veramente efficace direi. J’adore.

Dopo questo inizio così … sinestesico … devo però tornare indietro sulla definizione di marketing e soprattutto sulla sua storia.

Sarò brevissima, promesso, ma se non conosci i concetti di base, rischi di non comprendere il seguito.

 

Un po’ di storia prima di arrivare al marketing dei sensi

Una definizione di marketing la trovi nel mio post Strategie di marketing per le piccole attività indipendenti e anche su Wikipedia.

Il marketing vero e proprio nasce in America nei primissimi anni del 1900. In America parte subito molto forte e gli Stati Uniti costruiscono il più grande impero economico mondiale.

In Europa, si può dire che sia nato nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, nel momento dell’espansione economica.

Il marketing ha subìto dal 1940 ai giorni nostri tante evoluzioni, perché ha seguito la storia e l’economia.

E’ passato in  70 anni, molto sinteticamente, attraverso le seguenti fasi:

  1.  vendere ciò che si produce;
  2.  produrre ciò che si può vendere;
  3.  consumatore al centro delle attività di marketing;
  4.  la marca al centro del marketing globale;
  5.  marketing dei sensi.

ORA siamo nel pieno periodo del marketing dei sensi, un periodo che è iniziato nel 2005 circa.   

Il marketing dei sensi è chiamato anche branding sensoriale e qui trovi la definizione esatta.

Si è arrivati al marketing sensoriale per seguire i cambiamenti del cliente che fa sempre meno acquisti per soddisfare determinati bisogni ma li fa più spesso per stare bene e per passare il proprio tempo.

E’ passato dalla spesa allo shopping, vuole uscire, socializzare, divertirsi ed anche informarsi.

 

Quanto i sensi influenzano i nostri acquisti

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Pensa all’ultima volta che ti sei comperato un capo di abbigliamento, un profumo, un oggetto per la casa, un’auto, ne avevi veramente bisogno o lo hai acquistato perché ti ha emozionato e hai agito d’impulso? 

Gli studi dimostrano che la maggior parte degli acquisti sono frutto di scelte emotive.

Ed ecco perché l’attenzione delle aziende si concentra sulle emozioni, perché il cliente è cambiato.

La comunicazione si fa polisensoriale, cioè con l’obiettivo di trasmettere al cliente gli stimoli sensoriali più adatti per “innamorarsi” del prodotto.

I concept store che si stanno sviluppando sempre più, soprattutto nelle città, vanno in questa direzione, emozionano con la loro atmosfera complessiva (al loro interno trovi spesso bar, libreria, luogo di incontro e ovviamente i prodotti da acquistare).

Il branding sensoriale serve a creare un’atmosfera che incoraggia il consumatore ad acquistare il prodotto facendo leva sulla vista, l’olfatto, il tatto, il gusto e l’udito.

 

Il primo senso: la vista

In questo primo post parlerò del più importante tra i sensi: la vista.

La maggior parte della nostra memoria è visiva.

[bctt tweet=”Gli occhi comprano il 70 o l’80% di quello che le persone comprano – Stilista Gina Tricot”]

Il colore è di grandissima influenza perché colpisce le persone a livello emotivo.

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Faccio solo un accenno alle associazioni, piuttosto stereotipate, tra colori ed emozioni:

. giallo=ottimismo;

. rosso= eccitazione, fame;

. viola= creatività, raffinatezza;

. blu= affari;

. verde= pace, salute, calma, ambiente.

Non è così facile, perché le sensazioni che ognuno di noi prova di fronte a un colore dipendono dal suo vissuto e ogni persona è differente.

Ci sono però alcuni concetti base sui colori, dimostrati scientificamente che direi di tenere bene a mente:

. il colore in assoluto preferito dagli uomini è il blu, anche dalle donne ma in minor misura;

. il blu, comunque, è il colore in assoluto più gradito;

. gli uomini sembrano preferire i colori accesi, mentre le donne i colori più soft;

. sicuramente gli uomini gradiscono poco il viola che invece le donne amano.

Queste informazioni le devi utilizzare in modo strategico, ma ciò che devi comprendere bene è che il colore deve supportare la personalità del brand.

Il colore e la tonalità devono essere allineati perfettamente con ciò che vuoi comunicare: boutique raffinata, locale pop, locale trendy, albergo lussuoso, albergo low cost eccetera.

Spero tu abbia compreso bene.

Pensa che il colore del logo di un brand migliora il suo riconoscimento dell’80% e che l’84% delle persone crede che il colore sia di massima importanza nella scelta di una marca.

 

Problema di eccesso di informazioni visive: soluzioni

La nostra vista è però subissata di immagini provenienti dalla tv, computer, cellulari ecc. e ormai abbiamo un tale eccesso di informazioni visive tali da essere diventati meno sensibili.

E quindi ecco la necessità di comunicare in modo polisensoriale per emergere da questo stato di confusione.

Per essere fissati nelle menti e soprattutto ricordati e riconosciuti è necessario indossare sempre lo stesso abito.

Da qui nascono le esigenze di usare determinati caratteri, font, colori, precise regole estetiche, sempre uguali o comunque simili per stile e colore, per identificare la tua attività o il tuo brand.

Le parole importanti sono:

. COERENZA per essere ricordato;

. CREATIVITA’ per uscire dalla massa;

VISIBILITA’ perché in questa epoca se non sei visibile non esisti.

E a proposito di visibilità, se non lo hai già letto e se questi argomenti ti interessano almeno un po’, ti consiglio di leggere anche l’articolo Strategie di marketing per le piccole attività indipendenti.

 

Consigli pratici da mettere in atto

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Ed ecco i consigli pratici che puoi mettere in atto se non lo hai già fatto:

. la CONFEZIONE del prodotto è fondamentale, così come l’ETICHETTA, curale in modo maniacale, siamo disposti a pagarne il prezzo;

. l’ ESPOSIZIONE del prodotto, che dovrebbe seguire la regola delle quattro “A” per essere vincente:

1) Assortimento: il consumatore vuole scegliere sia che si tratti di un panino o di un maglione di cachemire, gli devi dare alternative; 

2) Abbondanza: ci deve essere abbondanza del prodotto perché significa che è nuovo, fresco, appena arrivato e che il venditore ci crede perché ne ha presi tanti;

3) Allestimento: cura l’esposizione. Hai visto quanti mini post faccio sulla mia pagina Facebook sulle vetrine? Il prodotto lo devi mettere in scena come un attore sul palco. Non deve mai essere buttato lì. Pensalo quasi come una tua collezione privata. Il consumatore deve volerti portare via il prodotto per farlo suo;    

4) Avvicinamento: la merce deve essere posizionata in modo accessibile al pubblico. La regola sarebbe in prossimità della vista tra un metro e cinquanta e un metro e settanta di altezza, se non hai un negozio per bambini. Anche i panini devono essere messi all’altezza occhi. Il prodotto deve invitare alla prova.

 

Il consumatore nel punto vendita

Quando il consumatore è nel punto vendita è più portato a seguire il suo impulso.

Quindi, dopo essere riuscito a fare entrare il cliente nel tuo negozio, grazie alla vetrina che hai fatto e a come hai esposto i prodotti, fai in modo che il tuo negozio rappresenti con i materiali, gli arredi, l’illuminazione quello che vendi e che scateni così nel cliente il desiderio di acquistare.

Il cliente:

.  deve provare piacere quando è nel tuo punto vendita perché gli piace il suo aspetto complessivo;

deve essere felice perché vede tutto quello che cercava;

. deve essere sicuro perché può provare e soprattutto ricevere le informazioni che desidera.

 

Prendere sempre ispirazione dai migliori

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Ed ora visto che sei stato così bravo da leggere fino qui e sono sicura che questa volta non stai dormendo (beh sicura, sicura no…ma lo spero tanto…visto che ora c’è la parte più bella!) ti fornisco un po’ di materiale per lucidarti gli occhi, per sbalordirti, del resto si parla di vista.  

Quali sono Mirna le vetrine più creative?

La mia risposta è ovviamente soggettiva. Più che di vetrine ti dico CHI è secondo me IL PIU’ CREATIVO E GENIALE UOMO  del “window dressing”, io non ho dubbi:

Kyle Bean, vai a vedere cosa è stato capace di fare e trai tutte le ispirazioni che vuoi.

Che dire: è un genio che si è occupato delle migliori vetrine londinesi, riuscendo a narrare delle storie meravigliose. WOW!

 

Nelle prossime puntate ti parlerò degli altri 4 sensi, anzi altri 5 oltre la vista, se le seguirai tutte scoprirai il perché ce ne sono in realtà 6;)

La prossima sarà: TATTO, non te la perdere!

Se sei interessato ad approfondire meglio, ti consiglio di leggere questo libro Il marketing dei sensi acquistabile su Amazon cliccando su questo link.

Se hai dubbi o domande, come sempre scrivimele e io ti risponderò.

Ed ora ho proprio finito, ti lascio alle tue considerazioni e riflessioni mentre io devo fare dei ringraziamenti speciali.

. Grazie a Gianfranco Virardi, Marialuisa Tonielli e Alessandro Miani MarketingDeiSensi.it e GianfrancoVirardi.it, autori del libro che ho consigliato, quanto mai generosi nel permettermi di condividere la loro conoscenza. Grazie di cuore!

Grazie anche a Susanna Messaggio che ho sempre ammirato per la sua semplicità e dolcezza.

E che dire ancora… Evviva i 5 sensi! O i 6?

Se hai la necessità di contattarmi direttamente per una consulenza, segui questo link.

 

Mirna

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2 Comments

  1. Cristina

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