Novità sulla deducibilità delle spese per la formazione e le trasferte

spese per la formazione

 

All’interno delle novità previste dal Job Act degli autonomi, Disegno di Legge n. 2233-B in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ve ne sono due di carattere fiscale che riguardano chi è professionista con partita IVA.

 

Deducibilità delle spese per la formazione dei professionisti

La prima novità è prevista all’articolo 9 e modifica la deducibilità delle spese per la formazione e aggiornamento. 

Il Testo:

1. All’articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole: «; le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare» sono sostituite dalle seguenti: «. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno…  ».

La normativa applicabile fino al 2016

Le spese per partecipazioni a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse le spese di viaggio e soggiorno erano deducibili al 50%.
Questa limitazione era particolarmente vessatoria, soprattutto in considerazione del fatto che molte categorie professionali prevedono la formazione obbligatoria.

La normativa  applicabile dal 2017 

Le spese di aggiornamento professionale, di iscrizione a master e  corsi di formazione, convegni, congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno, sono integralmente deducibili fino a 10.000,00 euro all’anno.

È evidente che si tratta di una novità a favore dei liberi professionisti che possono dedurre integralmente le spese per la formazione senza più subire la limitazione del 50%.

L’articolo 9 prevede inoltre che siano interamente deducibili “… entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente. Sono altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà”.

Imparare è un’esperienza, tutto il resto è informazione. – Albert Einstein

 

Le spese riaddebitate analiticamente al cliente/committente

La seconda novità è prevista dall’articolo 8  e si riferisce a quelle spese che sostiene il professionista in trasferta, per alberghi e ristoranti, e poi riaddebita al cliente/committente.

Il testo:

1. All’articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «I limiti di cui al periodo precedente non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente. Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista».

La normativa applicabile fino al 2016

Le spese di vitto e alloggio sostenute dal professionista erano deducibili al 75 per cento per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e poi diventavano totalmente tassabili nel momento in cui venivano riaddebitate analiticamente al cliente.

Questo generava una disparità di trattamento tra i casi in cui le spese erano sostenute dal professionista e poi riaddebitate e quelli in cui venivano sostenute direttamente dal cliente/committente.

La normativa  applicabile dal 2017 

Non c’è più alcun limite alla deducibilità delle spese per vitto e alloggio sostenute dal professionista e riaddebitate al cliente/committente.

Inoltre viene precisato che tutte le spese relative all’incarico professionale sostenute direttamente dal committente non rappresentano un compenso (fringe benefit) per il professionista.  

 

È necessario imparare tanto a lungo quanto a lungo si vive. – Seneca 

 

Spero di esserti stata di aiuto, se hai un dubbio scrivilo nei commenti, se invece mi vuoi contattare direttamente per una consulenza, segui il link consulenza online o consulenza in studio.

Al prossimo post di #easyfisco.

Mirna

Visualizza il profilo di Mirna Pioli su LinkedIn

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai bisogno di risposte riservate e competenti ai tuoi quesiti?

La commercialista risponde online

<<<<SCOPRI DI PIÙ>>>>

Hai bisogno di risposte riservate e competenti ai tuoi quesiti?

La commercialista risponde online

<<<<SCOPRI DI PIÙ>>>>