Opzioni e regime contabile

regime contabile

 

Il regime contabile è il complesso di regole alle quali una impresa si deve attenere per la tenuta della contabilità e per la determinazione delle imposte.

I tre principali regimi contabili sono:

. regime forfettario
. regime semplificato che dal 2017 è diventato regime semplificato di cassa o semplicemente regime di cassa
. regime ordinario

È importante conoscere le scelte a disposizione perché il regime contabile non significa solo modi diversi di registrare i documenti ma soprattutto imposte differenti.

Il regime forfettario

Il regime forfettario è il regime naturale per tutte le ditte individuali (non società) che non hanno superato nell’anno precedente i ricavi  previsti nella tabella sottostante e differenziati per tipologia di attività e che rispettano le altre condizioni per come rientrare nel regime forfettario elencate in questo articolo Il regime forfettario.

 Il regime semplificato o di cassa

Le imprese individuali, le imprese familiari e le società di persone (snc, sas) che non hanno superato nell’anno precedente i limiti di ricavi sotto riportati, sono automaticamente nel regime semplificato o regime di cassa meglio analizzato in questo articolo la nuova contabilità semplificata di cassa

. attività di prestazioni di servizi (es. parrucchiere, agente di commercio, albergo) 400.000,00 euro
. altre attività (es. commercio al dettaglio, all’ingrosso, costruzione e vendita di immobili) 700.000,00 euro

Il regime ordinario

Le imprese individuali, le imprese familiari, le società di persone (snc, sas) che hanno superano nell’anno precedente i seguenti limiti di ricavi:
. attività di prestazioni di servizi (es. parrucchiere, agente di commercio, albergo) 400.000,00 euro
. altre attività (es. commercio al dettaglio, all’ingrosso, costruzione e vendita di immobili) 700.000,00 euro
e TUTTE le società di capitali (srl, srls, sapa, spa) sono obbligatoriamente nel regime ordinario.

Le opzioni per il regime contabile 

La regola generale è la seguente:
è possibile optare per un regime contabile differente da quello naturale, vale il comportamento concludente e la durata minima dell’opzione è di tre anni.
Questo significa che chi ricade in un regime contabile, se rispetta le condizioni per accedere a un altro, lo può scegliere.
Rileva il comportamento, cioè quello che viene fatto sui registri contabili e non l’opzione intesa come crocetta su un modello; la durata di permanenza nel regime scelto, fermo restando il rispetto delle condizioni, è di almeno tre anni.

Passo ora a qualche  caso pratico che può generare dubbi interpretativi con particolare riferimento al passaggio dal regime forfettario al regime semplificato o viceversa passaggio dal regime semplificato al regime forfettario.

Il soggetto che inizia una attività e apre la Partita IVA

. La persona fisica (non società) che apre la partita IVA può adottare nel primo anno il regime contabile che preferisce.
In questo caso, non esistendo i ricavi di riferimento dell’anno precedente, il soggetto si baserà su una presunzione di ricavi.

Se nel primo anno applica il regime forfettario e a consuntivo supera i ricavi massimi previsti, andrà automaticamente nel regime semplificato di cassa dall’anno successivo.
E non sarà vincolato a restarci per tre anni, in quanto non ha esercitato alcun tipo di opzione.

Attenzione: per evitare che il comportamento iniziale appaia come una opzione (comportamento concludente) e quindi si corra il rischio di doverlo mantenere per tre anni, è consigliabile compilare nel Modello AA9/12 il volume di affari presunto, anche se le istruzioni prevedono l’indicazione solo nei casi di regimi speciali IVA.
In questo modo sarà possibile provare che il comportamento tenuto non si riferisce a una opzione (con vincolo triennale) ma a una presunzione di ricavi iniziali (nessun vincolo).
Ciò dovrebbe permettere, per esempio, di passare nel secondo anno al regime forfettario, senza avere vincoli di tipo triennale sul regime semplificato adottato il primo anno.

La ditta individuale che ha applicato il regime semplificato di cassa

. Una ditta individuale ha adottato il regime semplificato di cassa nel 2017, perché i suoi ricavi sono sempre stati superiori a quelli previsti per il regime forfettario.
Se nel 2017 sono inferiori va automaticamente nel regime forfettario per il 2018.
Può optare per restare nel regime semplificato di cassa e in tal caso il vincolo è di almeno un triennio.

. Una ditta individuale ha applicato il regime semplificato di cassa nel 2017 e ha fatto l’opzione ai sensi dell’articolo 18 comma 5 del D.P.R. 600/73 secondo cui i pagamenti e gli incassi si considerano eseguiti alla data di annotazione.
Tale opzione interna alla contabilità semplificata vincola per tre anni ma solo in caso di permanenza naturale nel regime semplificato.

Se nel 2017 i ricavi sono inferiori alla soglia prevista per il regime forfettario, dal 2018 il regime naturale è il forfettario, fatta salva la possibilità di permanere nel regime semplificato di cassa con opzione di durata minima triennale.

Avrai compreso che i passaggi da un regime contabile all’altro non sono affatto semplici e che la scelta del regime contabile è molto importante perché determina anche l’ammontare delle imposte.

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Doublentry di Mirna Pioli 

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