Pausa caffè e buone maniere …

caffe Florian

Caffè Florian Venezia

 

Non poteva mancare un post dedicato alla pausa caffè.

La nostra adorata pausa caffè, quella che ci dovrebbe dare la carica, risollevare il morale, portarci un po’ di sole anche nei giorni di pioggia.

Qualche volta invece …

 

  • Entrata al bar

Se stai telefonando, termina prima la chiamata e poi entra.

Saluta sempre, meglio con un sorriso.

Richiudi la porta se era chiusa, altrimenti lasciala aperta.

 

  • Ordinazione

Aspetta il tuo turno. Prevaricare e alzare la voce non farà accelerare l’ordinazione, in compenso ti farà apparire un maleducato.

Il tuo tempo non vale di più di quello altrui.

Chiedi con gentilezza e parla con chiarezza.

Se il locale è affollato, più di un paio di varianti (caffè con latte caldo, in tazza grande, ma senza schiuma, con una spruzzata di cacao …) rischiano di confondere e di non darti il risultato richiesto.

 

  •  Oggetti

E’ un momento di piacere, se non sei un pompiere in servizio, il telefono lo  puoi ignorare. E se proprio fosse assolutamente necessario rispondere, fallo con discrezione e a voce bassa, a nessuno interessa chi tra te e tua moglie andrà a prendere i bimbi a scuola o se hai ancora quel fastidioso mal di gola, nonostante i mille gargarismi.

I portaombrelli sono la giusta collocazione degli ombrelli, soprattutto di quelli grondanti di pioggia e non la prossimità dei tavolini o del bancone.

Il quotidiano è a disposizione di tutti.  Non è carino impossessartene, una sfogliata è più che sufficiente, meglio senza apertura alare delle braccia, per evitare di ostruire il passaggio.

Occupare il giusto spazio, soprattutto quando gli ambienti sono piccoli è una doverosa gentilezza e non appoggiare sul banco mille oggetti (chiavi, occhiali, cellulare) è doveroso e basta.

Richiudere la porta del bagno è assolutamente obbligatorio.

 

  • Bambini e … cuccioli 

Certamente adori i tuoi anche quando sono un po’ … esuberanti,  ma considera cosa faresti se fossero quelli altrui, ricorda sei in un locale pubblico, anche gli altri stanno cercando di assaporare un momento di calma e di piacere con il loro caffè, lasciaglielo fare.

 

  • Chiacchiere e volume

E’ piacevole scambiare qualche parola con chi ci serve il caffè, senza dimenticare che non ci siamo solo noi.

Con gli amici manteniamo un tono di voce basso, la dovizia di particolari sulla tua serata sushi e conseguente mal di pancia, rischia di infastidire gli altri.        

 

blogger-image--1995898304

 

  • Degustazione

L’acqua, in alcuni locali servita col caffè, andrebbe bevuta prima, per assaporarlo meglio, ma ognuno può fare come preferisce.

Immergere la brioche nel cappuccino con tutti i rischi del caso, andrebbe invece evitato. Come soffiare sulla tazza.

Meglio mescolare lo zucchero senza fare rumore e riporre il cucchiaino sul piattino senza metterlo in bocca.

E’ la tazzina che va portata alla bocca, non viceversa.

Vietatissimo alzare il mignolo mentre si beve.

Non stazionare al banco dopo avere bevuto il caffè, soprattutto se c’è gente che aspetta.

 

13221439_1015888928458830_9010718054177208065_n

 

  • Uscita

Ringraziare e salutare, sembrerebbe ovvio ma non tutti si ricordano di farlo. 

E l’arrotondamento lo possiamo tranquillamente lasciare a chi ci ha serviti, se non è il titolare del bar.

Non fumare immediatamente davanti alla porta del bar, evita di fare sentire l’odore di fumo invece dell’aroma del caffè agli altri avventori.

 

Le buone maniere di una volta: il caffè sospeso

Si tratta di una usanza nata a Napoli durante la seconda guerra mondiale. Chi se lo poteva permettere lasciava un caffè pagato, in sospeso, per chiunque lo chiedesse. L’idea è stata riproposta di recente e sarebbe molto bello si diffondesse. Regalare un caffè a chi ne ha bisogno. Fare un piccolo gesto Gentile.

Una volta a Napoli, nel quartiere Sanità, quando uno era allegro, perché qualcosa gli era andata bene, invece di pagare un caffè ne pagava due e lasciava il secondo caffè, quello già pagato, per il prossimo cliente. Il gesto si chiamava “il caffè sospeso”. Poi, di tanto in tanto si affacciava un povero per chiedere se c’era un “sospeso”. Era un modo come un altro per offrire un caffè all’umanità. Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005
 

E che bella la parola “sospeso” in una società che invece vuole definire sempre tutto.

 

caffè sospeso

 

Vedete quanto ci vuole poco per rendere felice un uomo: una tazzina di caffè presa, tranquillamente.
Eduardo De Filippo, Questi fantasmi, 1954

 

Ti andrebbe una tranquilla pausa caffè? 

 

Mirna

Visualizza il profilo di Mirna Pioli su LinkedIn

 

Ti potrebbero interessare anche:

. La gentilezza e le buone maniere nel mondo del lavoro: i 10 punti fondamentali

. La netiquette è una opinione

. Il pranzo di lavoro al ristorante

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *