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contabilità ordinaria

Perché scegliere la tenuta della contabilità ordinaria

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Le tenuta della contabilità ordinaria è obbligatoria solamente per le società di capitali (srl, srls, spa).

Per le ditte individuali e le società di persone (snc, sas) diventa obbligatoria se nel periodo d’imposta precedente hanno avuto ricavi superiori a 500.000,00 euro (per attività di prestazioni di servizi) o a 800.000,00 euro (per attività di cessioni di beni).

Questo fa sì che molte piccole imprese siano in contabilità semplificata, ossia operino al buio.

La contabilità ordinaria si definisce anche partita doppia perché registra le operazioni sotto il duplice aspetto: quello economico e quello finanziario.

Perché tenere la contabilità semplificata significa operare al buio?

La contabilità semplificata registra solo l’aspetto economico (i ricavi e i costi), ignorando completamente l’aspetto finanziario (le entrate e le uscite).

Talvolta l’aspetto economico e quello finanziario coincidono, per esempio acquisto merce oggi e la pago oggi.

In altri casi invece non coincidono, per esempio acquisto merce oggi e la pago a 30 gg.

Vi sono inoltre movimenti finanziari che non generano anche movimenti economici; esempio il titolare effettua un prelevamento dal conto della ditta. Questo movimento viene rilevato in contabilità ordinaria, non in contabilità semplificata.

E’ ovvio che essendo la contabilità ordinaria “il doppio” come mole di lavoro e adempimenti, comporti anche un costo di tenuta più elevato.

Ma quel maggiore costo si traduce in un maggiore valore per l’imprenditore?

Questa è la domanda che dovrebbero porsi i piccoli imprenditori, quelli che si chiedono spesso come mai, nonostante il fatturato sia costante o addirittura in crescita, il conto corrente bancario sia sempre in bilico.

La contabilità semplificata non risponde alle domande dell’imprenditore. Semplicemente adempie a ciò che per legge bisogna fare e serve per liquidare l’IVA.

Per il piccolo imprenditore è fondamentale avere sotto controllo, oltre ai costi e ricavi, anche gli incassi e i pagamenti, i conti correnti, e ciò è molto difficile senza la contabilità ordinaria.

Vi sono poche attività che possono permettersi di non tenere la contabilità ordinaria. Per esempio quelle attività svolte dall’imprenditore senza dipendenti, che hanno costi bassi e che non richiedono esposizioni bancarie e finanziamenti, come gli agenti di commercio.

Commercio al dettaglio, commercio ingrosso, estetista, parrucchiere, albergo, bar, ristorante, pizzeria, pasticceria, gelateria, idraulico, elettricista, edile, ecc. dovrebbero invece tenere la contabilità ordinaria, a prescindere dagli obblighi di legge.

La tenuta della contabilità ordinaria rappresenta un valore e non un maggiore costo, in quanto è lo strumento che aiuta l’imprenditore a gestire con consapevolezza l’attività di impresa, comprendere e tenere monitorato l’equilibro finanziario e la liquidità, elementi persino più importanti dei ricavi per garantire lunga vita all’attività di impresa.