Prima o Dopo, purché sia Fatto: procrastinatori e anticipatori

procrastinatori

 

Quando ho iniziato a fare la commercialista, le dichiarazioni dei redditi andavano presentate nell’unica forma possibile, quella cartacea, entro il 31 di maggio.
Ricordo che nell’ultima settimana di maggio facevo le nottate in studio, per riuscire a terminare, stampare e consegnare le dichiarazioni entro e non oltre la scadenza tassativa.
E subito dopo la tempesta, arrivava la quiete.

Poi i tempi si sono allungati, prima giugno, poi luglio, poi settembre.
E’ arrivato il telematico, i ravvedimenti che hanno dilatato i termini a dismisura, con i conseguenti, continui, rifacimenti.
Oggi, si può quasi dire che non esista più una scadenza, o meglio, che ogni giorno sia una scadenza.

Inoltre, le rettifiche e i chiarimenti delle normative, che avvengono quotidianamente, stravolgendo spesso le certezze che si avevano fino a quel momento, invitano a lavorare in modalità “ultimo minuto” e non più, come un tempo, in modalità “mi metto avanti”.

Questa modifica è avvenuta in tanti ambiti.

Basti pensare alle prenotazioni alberghiere, che un tempo avvenivano mesi e mesi prima, mentre ora, sempre più frequentemente, a ridosso del soggiorno.

Ciò determina l’importanza di individuare quale sia il tempo giusto per eseguire un lavoro, a prescindere da quale tipo di compito si tratti, e di essere capaci di svolgerlo in quel tempo.

E quale è il tempo giusto?

I procrastinatori e gli anticipatori

I procrastinatori
. sono quelli che promettono
. sono quelli che rimandano
. sono quelli che non mantengono
. sono quelli che trovano scuse
. sono quelli che rallentano il lavoro di gruppo
. sono quelli che fanno impazzire chi dipende da loro

Ma come sempre non bisogna generalizzare.
Quelli che ho descritto sopra sono i procrastinatori a tempo indeterminato.

Ci sono anche i procrastinatori a tempo determinato
. sono quelli che arrivano un secondo prima, ma in tempo
. sono quelli che danno il meglio sotto scadenza
. sono quelli che non si mettono avanti, ma sono affidabili
. sono quelli che, pur seguendo il proprio tempo, rispettano il tempo altrui.

Poi ci sono gli anticipatori
. sono quelli che precorrono i tempi
. sono quelli che agiscono
. sono quelli che non rinviano
. sono quelli che arrivano sempre primi

Li definirei anticipatori pionieri.

Ma ci sono anche gli anticipatori ansiogeni
. sono quelli che arrivano troppo in anticipo
. sono quelli che poi devono disfare
. sono quelli che pretendono dagli altri i tempi propri
. sono quelli che eccedono e seminano ansia, la loro.

Soprattutto quando si lavora con gli altri, in un gruppo, in una squadra, credo sia molto importante rispettare i tempi di ognuno, ma anche non subire i tempi altrui.
E questo è un equilibrio molto difficile da raggiungere.
Occorre attenzione, sensibilità, rispetto, pazienza.
Avere ben chiaro il risultato che si può e si vuole ottenere, senza soffermarsi sui singoli atteggiamenti delle persone.

In sintesi, accettare chi, con i propri tempi e nel rispetto degli altri, arriva a dare il meglio di sé.
In sintesi, non imporre i propri tempi, ma allo stesso tempo non subire le inadempienze altrui.

Del resto, e non a caso, i greci utilizzavano due parole differenti, kairós e krónos, per indicare il tempo, ma di questo ne parleremo la prossima volta.

Mi farebbe molto piacere leggere i vostri commenti. Buona gentiletica® a tutti,

Mirna

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2 Comments

  1. antonio Chichierchia

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