Quando va emessa la fattura elettronica

Quando va emessa la fattura elettronica

 

In questo articolo ti parlo dei termini di emissione della fattura elettronica.

Ma prima ti riepilogo le regole generali.

La fattura immediata

Deve essere emessa entro le ore 24 del giorno di effettuazione della vendita o prestazione del servizio e si considera emessa all’atto della sua consegna o spedizione all’altra parte. Ti ricordo che la vendita si considera effettuata quando avviene la consegna o spedizione della merce, mentre il servizio si considera effettuato al pagamento. L’emissione di fattura immediata per la cessione di beni e prestazioni di servizi consente di evitare il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino come previsto dall’articolo 3, comma 2 del DPR 21 dicembre 1996 n° 696. Per avere l’esonero la fattura deve essere rilasciata contestualmente alla consegna dei beni o all’ultimazione dei servizi, cioè nei termini entro cui sarebbe scattato l’obbligo della certificazione fiscale (scontrino o ricevuta fiscale).

La fattura differita

È emessa in un momento diverso da quello della consegna della merce o dell’effettuazione della prestazione.
Può essere emessa solo in riferimento a cessione di beni consegnati con apposito DDT o ricevuta fiscale o scontrino opportunamente integrati con i dati IVA. Può essere fatta anche per le prestazioni di servizi, per esempio dai ristoranti. Quando viene utilizzata come riepilogativa dei DDT raggruppati essa deve contenere l’indicazione di numero e data del documento di trasporto o altro documento con cui è stata consegnata la merce; deve essere emessa e consegnata al cliente entro il giorno 15 del mese successivo a quello dei documenti di riferimento.

La fattura accompagnatoria

Ha le caratteristiche e gli obblighi sia di un DDT che di una fattura immediata. Viene emessa quando vi è una cessione di beni che devono essere trasferiti presso il cliente e non può essere utilizzata per fatturare esclusivamente una prestazione di servizi.

Quando va emessa la fattura elettronica per il periodo transitorio iniziale

La normativa non è stata modificata nelle sue regole generali che ti ho ricordato sopra.

L’articolo 10 del Dl 119/2018 ha stabilito che non possono essere applicate sanzioni per tardiva emissione di fattura se la fattura elettronica viene emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA periodica. Questo significa che per un contribuente mensile, le fatture di gennaio possono essere emesse entro il 16 di febbraio, mentre per un contribuente trimestrale addirittura entro il 16 di maggio. L’agevolazione è valida per il primo semestre 2019 per i contribuenti trimestrali e fino al 30.9.2019 per i mensili.

Riporto la FAQ 2 pubblicata il 21 dicembre 2018 che stabilisce le modalità operative per il periodo transitorio
Domanda
Sono un soggetto che svolge commercio al dettaglio e c dal 1° gennaio 2019 dovrò emettere fatture elettroniche nei confronti dei clienti che mi richiederanno fattura in luogo della ricevuta o dello scontrino fiscale. Poiché è previsto che per i primi sei mesi del 2019 posso trasmettere la fattura elettronica al Sistema di Interscambio entro il termine della liquidazione del periodo di effettuazione dell’operazione, chiedo se devo rilasciare un documento al cliente al momento di effettuazione dell’operazione oppure no e, se si, che tipo di documento? Una fattura
“proforma” potrebbe andar bene?
Risposta
L’attività degli esercenti commercio al dettaglio, rientra tra quelle disciplinate dall’articolo 22 del d.P.R. n. 633/1972. Tale disposizione stabilisce che «L’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione: […]».
In assenza di fattura, i corrispettivi devono essere certificati «mediante il rilascio della ricevuta fiscale di cui all’articolo 8 della legge 10 maggio 1976, n. 249, ovvero dello scontrino fiscale di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, con l’osservanza delle relative discipline» (come stabilito dalla legge n. 413/1991).
Tanto premesso, qualora il cliente, al momento di effettuazione dell’operazione, chieda l’emissione della fattura, l’esercente potrà alternativamente:
a) in caso di fattura differita, emettere una ricevuta fiscale o uno scontrino fiscale – ai sensi dell’art. 3, comma 3, del d.P.R. n. 696/1996 – da utilizzare come documenti idonei (documento equipollente al DDT) per l’emissione di una “fattura differita” ai sensi dell’articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del d.P.R. n. 633/1972. In tal caso, come già previsto con la circolare n. 249/E del 11 ottobre 1996, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta/scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita va scorporato dal totale giornaliero dei corrispettivi.
b) in caso di fattura immediata, trasmettere al SdI entro i termini della liquidazione periodica, la fattura recante l’indicazione della data di effettuazione dell’operazione e rilasciare al cliente, al momento di effettuazione dell’operazione, apposita quietanza (ex art. 1199 del codice civile) che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In luogo della quietanza può essere rilasciata alla parte una stampa della fattura ovvero dalla ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico. Resta ferma la possibilità di rilascio dallo scontrino/ricevuta fiscale (ovvero dal c.d. “documento commerciale” nel caso l’esercente effettui la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante registratore telematico ai sensi dell’art. 2 del d.Lgs. n. 127/15). In tale ultimo caso, come già detto, l’ammontare dei corrispettivi oggetto di fatturazione andrà scorporato dal totale dei corrispettivi giornalieri. L’emissione di una quietanza sarà valida anche nelle operazioni tra un fornitore che, non effettuando operazioni rientranti tra quelle dell’art. 22 del d.P.R. n. 633/72, è obbligato ad emettere solo fatture e un altro
operatore IVA.
Si ricorda che, qualora il cliente sia un consumatore finale (operazione B2C), l’esercente dovrà comunque mettere a disposizione della controparte, al momento dell’emissione della fattura elettronica, una copia analogica o elettronica della fattura, salvo che il cliente non vi rinunci.
Quando le fatture elettroniche sono precedute dall’emissione di scontrino o ricevuta fiscale (o, nel caso di trasmissione telematica dei corrispettivi, da un “documento commerciale”), nella fattura vanno riportati gli estremi identificativi dello scontrino/ricevuta; in particolare, il blocco informativo “AltriDatiGestionali” va compilato riportando:
– nel campo “TipoDato” le parole “NUMERO SCONTRINO” (oppure “NUMERO RICEVUTA” oppure
“NUMERO DOC. COMMERCIALE”);
– nel campo “RiferimentoTesto” l’identificativo alfanumerico dello scontrino (o della ricevuta o del
documento commerciale);
– nel campo “RiferimentoNumero” il numero progressivo dello scontrino (o della ricevuta o del documento
commerciale);
– nel campo “RiferimentoData” la data dello scontrino.

Quando va emessa la fattura elettronica a regime

A regime la fattura elettronica deve essere emessa entro 10 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione.

Il campo Data nella fattura elettronica 

Come deve essere compilato il campo Data?

Per le fatture immediate:
. fino al 30 giugno 2019 nel campo Data deve essere indicata la data di effettuazione dell’operazione e non quella di emissione/trasmissione allo SdI;
. dal 1° luglio 2019 è data la possibilità di indicare nel campo Data del file Xml una data diversa da quella di effettuazione dell’operazione, ma in questo caso nel file Xml va riportata anche la data di effettuazione.

Per le fatture differite:
. nel campo Data deve essere indicata la data di emissione/trasmissione allo SdI in quanto la data di effettuazione dell’operazione è riportata sui DDT o altri documenti riportati nella fattura stessa.

In sintesi

Se non sei pronto a emettere una fattura elettronica nel momento di effettuazione dell’operazione, fatti lasciare dal cliente tutti i dati compreso il codice destinatario (o PEC) per clienti con partita IVA, o la mail per i clienti senza partita IVA, e nei termini consentiti che sono molto ampi emetti ed invii la fattura elettronica.

 Spero di esserti stata di aiuto.

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2 Comments

  1. Umberto Leone

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