Un imprenditore, la sua commercialista, un finanziamento a medio termine e una polizza

finanziamento a medio termine

 

C’era una volta un imprenditore volonteroso, facente parte del nutrito gruppo di imprenditori che compiono sforzi e sacrifici, sostenuti dalla passione, per migliorare sedi, proposte, e per offrire il meglio ai clienti.

Quell’imprenditore volonteroso, aveva scelto di farsi aiutare da una commercialista appassionata, facente parte del nutrito gruppo di professionisti, sostenuti dalla passione, che si mettono al servizio dei clienti per aiutarli a superare le difficoltà.

Dopo avere valutato insieme numeri e strategie, la commercialista appassionata consiglia all’imprenditore volonteroso di riorganizzare la posizione finanziaria, con un finanziamento a medio termine, in grado di dare maggiore equilibrio e ridurre gli interessi passivi.

L’imprenditore si reca dalla sua banca, domanda il finanziamento e chiede di relazionarsi con la commercialista, perché lui ne capisce poco ed è sempre tanto preso con la sua attività.

La banca invia la sua migliore proposta, dove sono indicati il tasso e le “caratteristiche rilevanti” dell’operazione.

La commercialista, chiede di potere valutare anche l’alternativa con la cooperativa di garanzia.
Ma la banca risponde che il tasso sarebbe più elevato, i tempi della pratica più lunghi e anche le spese più consistenti a causa dell’operazione maggiormente complessa.

Pertanto si procede con il finanziamento a medio termine attraverso la banca.

L’imprenditore è tranquillo, l’operazione è stata valutata dalla commercialista, e la commercialista è soddisfatta, non ha lasciato nulla al caso.

Ma dopo una ventina di giorni, arriva una sorpresa.

L’imprenditore si trova un addebito sul conto corrente con causale “premio multi polizza assicurativa”, per una cifra consistente.

La commercialista approfondisce e si viene a conoscenza che, quando l’addetto della banca ha fatto firmare i documenti, ha accennato al cliente che c’era anche una polizza, per evitare penali, insomma per agevolarlo.

E il cliente, fidandosi, ha firmato. 

Nessuno gli ha però detto a quanto ammontasse, né che fosse facoltativa.

E ovviamente nessuno ha mai fatto menzione della polizza alla commercialista.

A questo punto l’imprenditore si sente mortificato, per non avere prestato la dovuta attenzione.

Ma in questi casi non è inadeguato l’imprenditore, né la commercialista superficiale.

In questi casi c’è un agire da parte della banca, non trasparente e non etico, che va messo al centro.
E poi bloccato.
E poi rispedito al mittente.

Nello stesso giorno la commercialista si occupa dell’invio a mezzo PEC del recesso dalla polizza, sia alla compagnia assicurativa (legata alla banca) che alla banca, per conoscenza.

Ci sono infatti 60 giorni dalla sottoscrizione per esercitare il diritto di recesso dalla assicurazione facoltativa; il finanziamento a medio termine resta comunque valido in ogni sua previsione.

L’imprenditore volonteroso, ottiene in pochi giorni (potrei dire poche ore) la restituzione della cifra che gli è stata addebitata (o estorta?).

La commercialista appassionata, lo informa che è possibile, nei 14 giorni successivi alla sottoscrizione, recedere anche dal finanziamento.

Questo breve racconto termina con l’imprenditore volonteroso, soddisfatto e tranquillo per  avere scelto una commercialista appassionata, ma deluso dal comportamento della sua banca.

La sua banca da tantissimi anni.

La banca che dovrebbe essere a sostegno delle imprese.

E dei piccoli imprenditori volonterosi e seri e onesti.

La commercialista appassionata comprende che è necessario portare maggiormente alla luce queste “prassi” non corrette e, soprattutto, “dare consigli sul come fare”, qualora ci si ritrovi in queste situazioni indesiderate.

Polizze di questo tipo hanno un senso sui mutui a lungo termine, magari che riguardano l’immobile, magari la prima casa, quando è davvero opportuno garantire la famiglia.

In ogni caso le polizze vanno proposte, spiegate, il cliente deve essere messo nelle condizioni di comprenderne i vantaggi e gli svantaggi.

Su finanziamenti a medio termine (intendo anche di due anni), per imprese individuali o società di persone, che già garantiscono con tutto il patrimonio dell’impresa più, in aggiunta, quello personale, hanno meramente la funzione di provento per la banca, un guadagno che oscilla attorno al 50%-65% del premio.

Che cosa è se non un maggiore costo del finanziamento, che cosa è se non il tasso che non è più così conveniente?

Dove si può vedere il tasso effettivo dell’operazione?
Nel documento di sintesi.

Il foglio (uno solo, rispetto alla moltitudine che viene fatta firmare) al quale bisogna prestare la massima attenzione.
Sul documento di sintesi, è indicato il TAEG, ovvero, il tasso reale del finanziamento, il tasso che tiene conto anche di tutte le spese e balzelli (e assicurazioni).

E sono indicati anche: il tasso di interesse, le spese di istruttoria, le commissioni, le spese di gestione pratica, le spese di incasso, le spese di invio documenti e rendiconti, i servizi accessori (tra cui la polizza), la penale per estinzione anticipata.

Ricapitolando, massima attenzione:

. al documento di sintesi;

. ai suoi tre punti più importanti: TAEG, polizza e penale.

Infine, se ti accorgi che, nonostante queste precauzioni, ti è stata addebitata una polizza indesiderata, hai 60 giorni di tempo per comunicare il recesso.

Ricordati che le polizze non sono mai obbligatorie ed è sempre possibile disdire le polizze in essere.

Però, che fatica, vero? E per un semplice finanziamento a medio termine.

 

Se hai un quesito semplice e di interesse generale, lo puoi proporre nei commenti e ti risponderò pubblicamente.

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